Nuovo tavolo con i prefetti e i comandanti interregionali e provinciali dei Vigili del fuoco, l’Anci e l’Unpli del Veneto convocato dall’assessore regionale alla protezione civile, Gianpaolo Bottacin. Al centro dell’incontro le ultime disposizioni ministeriali in materia di sicurezza sulle manifestazioni temporanee all’aperto che hanno creato grandissimi problemi ai comuni, alle pro loco e alle associazioni di volontariato.

Le ultime disposizioni ministeriali sulle manifestazioni temporanee all’aperto hanno creato grandissimi problemi ai comuni, alle pro loco e alle associazioni di volontariato. Per individuare soluzioni concrete attuabili in tempi rapidi l’assessore regionale alla protezione civile, Gianpaolo Bottacin, ha convocato un tavolo con i prefetti, il comandante interregionale e i comandanti provinciali dei Vigili del fuoco, l’Anci e l’Unpli del Veneto.

Nel corso dell’incontro sono state poste le basi per definire un unico criterio di interpretazione in tutto il Veneto delle circolari ministeriali sia in termini di security che in termini di safety. Ma verranno anche proposte nei prossimi giorni al ministero dell’interno modifiche a queste stesse circolari e particolarmente alle linee guida allegate alla circolare Morcone. A questo scopo la prefettura di Treviso e la prefettura di Venezia hanno già predisposto delle bozze, in modo particolare quella di Treviso condivisa anche dalle Pro Loco. Nei prossimi giorni si cercherà una sintesi fra le proposte disponibili in modo da poter inviare il testo al Ministro dell’Interno.

Parallelamente verrà avviata la predisposizione di una proposta di legge statale “ombrello” che deleghi alle Regioni l’applicazione e la definizione di linee guida, in modo da tutelare le manifestazioni temporanee e chi le organizza.

“Sicuramente ci sono esigenze in termini di sicurezza diverse rispetto al passato – ha detto l’assessore – e non si può non tener conto degli eventi terroristici che hanno colpito l’Europa negli ultimi anni. Ma è altrettanto vero che le circolari ministeriali e le linee guida associate impongono misure spropositate a cui le nostre associazioni e i nostri comuni non sono in grado di adempiere”. “Ritengo – ha aggiunto – che ci debba essere equilibrio tra l’esigenza di sicurezza e gli adempimenti richiesti. Ma queste disposizioni danno l’impressione di essere state predisposte all’interno dei ministeri in fretta e furia senza considerare effettivamente la ricaduta concreta”.

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