sdr

Max Pezzali ha mantenuto la promessa fatta su Rai Uno a Damiano Tommasi. Ieri pomeriggio la voce storica degli 883 ha raggiunto il campo di Fosse, è entrato nello spogliatoio assieme ai giocatori cantando il suo pezzo, Gli Anni, che è anche l’inno dei falchi della Lessinia da vent’anni a questa parte. Si è ripetuto poi sul campo di gioco davanti a un migliaio di persone giunte in Lessinia per salutare il loro idolo.

C’era tutto un paese ad attenderlo, e lui è arrivato. Max Pezzali ha mantenuto la promessa fatta a Damiano Tommasi in una puntata del gennaio scorso di Che Tempo che fa, promessa di venire un giorno nello spogliatoio dei “falchi” della Lessinia dove lo stesso Tommasi, ancora oggi, gioca il campionato di Seconda categoria, e di cantare assieme ai giocatori il suo pezzo, Gli Anni.

Max Pezzali sul campo di Fosse con Damiano Tommasi

Ieri pomeriggio la storica voce degli 883 è salita a Fosse assieme al suo staff. Ad accogliere il cantante, oltre a un migliaio di persone dentro e fuori dal campo, è stata la dirigenza della società granata, rappresentata dal presidente Giuseppe Laiti, e poi un gruppo di ex giocatori e dirigenti. Max è sceso dall’auto nera con il suo inconfondibile sorriso, quasi emozionato e sorpreso di tutto quell’affetto così famigliare, così spontaneo e genuino. Sembrava uno di casa e siamo convinti che anche lui si sentisse un po’ come a casa. L’abbraccio con Damiano Tommasi prima di entrare nello spogliatoio e intonare assieme ai giocatori del Sant’Anna la canzone che da vent’anni a questa parte è diventata il vero e proprio inno dei falchi.

Foto, selfie, autografi con grandi e piccini fino ad arrivare al centro del campo di gioco dove Pezzali ha salutato il pubblico indossando una maglia celebrativa del Sant’Anna D’Alfaedo realizzata appositamente per lui con la scritta “Max 883”. Poi di nuovo la prima strofa de Gli Anni, il calcio d’inizio alla partita e ancora foto, autografi e tanti sorrisi per i fan sugli spalti.

Max si è concesso proprio a tutti, con quell’atteggiamento umile e sincero che è parte importante della sua persona e del suo successo. Ha regalato tempo e sorrisi a chiunque, nonostante avesse tirato a notte fonda la sera prima per il concerto in Arena con Nek e Francesco Renga, nonostante a Fosse stesse per piovere e nonostante i manager lo avessero incalzato più di una volta per risalire in macchina e tornare a Verona.

Se n’è andato tra gli applausi e con la consapevolezza che da ieri anche lui sarà considerato un “falco”. Anche se forse non sa che un falco, qui a Fosse, lui lo è sempre stato.

Max assieme a ex giocatori del Sant’Anna D’Alfaedo
Assieme ad alcune atlete di pallavolo dell’U.S. Sant’Anna.