Agitazione tra i dipendenti delle acciaierie dopo le dichiarazioni di oggi a L’arena del presidente del gruppo sul blocco degli investimenti a Verona a causa dei 43,5 milioni inflitti dall’antitrust per un presunto cartello.

C’è agitazione tra i dipendenti delle acciaierie Pittini di Lungadige Galtarossa. E questa volta non c’entrano  gli incidenti sul lavoro – tre episodi nel 2017.

A preoccupare sono le dichiarazioni a L’Arena del presidente del gruppo friulano Federico Pittini, che dopo la multa di 43,5 milioni dell’antitrust per “concorrenza sleale” (il gruppo avrebbe fatto cartello con altre aziende sul prezzo di due prodotti) ha affermato di aver bloccato gli investimenti dello stabilimento veronese e ha minacciato di “vendere l’attività a stranieri o chiudere” perché questa “è una tangente di Stato”. Pittini ha scritto anche una lettera al Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Riguardo il blocco degli investimenti:  da fonti ufficiose emerge in realtà che i cantieri  e i lavori stanno procedendo e che solo la settimana prossima si capirà se  quanto detto da Pittini avrà un’incidenza concreta. L’impressione, per intanto, è che il presidente del gruppo abbia volutamente calcato la mano  a fini tattici,  sebbene ci venga detto che “la rabbia, il senso di ingiustizia e la preoccupazione del  presidente” siano reali, perché 43 milioni sono una “cifra ragguardevole e che incide” anche per un’azienda che fattura 1 miliardo e ha 1700 dipendenti. E perché la sanzione è stata decisa in base “a mere supposizioni”.

La rabbia di Pittini è rafforzata da un fresco precedente: la multa di 3,5 milioni di euro inflitta dalla Commissione europea nel 2002 per un presunto cartello. Multa annullata proprio ieri, ragion per cui l’azienda di Osoppo, verrà risarcita.

La prossima settimana se ne dovrebbe sapere di più su come il gruppo (che farà ricorso al Tar) intende proseguire.

GUARDA IL VIDEO DI TV7 VERONA NETWORK: