Lorenzo Vicentini è un quarantunenne veronese che non fa segreto del suo  amore per il Medioevo, coltivato fin da bambino.  Nel 2013 ha organizzato il Palio del Drappo Verde e ha fondato, nel 2014, l’associazione Compagnia del Gardello, di cui è presidente, che promuove rievocazioni storiche a Verona  e attività anche fuori provincia.

Le rievocazioni medievali portano cultura e contribuiscono a diffondere un tassello dell’immensa storia da tramandare. Lorenzo Vicentini ne è convinto e fin dalla tenera età, grazie al nonno materno Giovanni Stefani (anche detto «el maestro» o «el fiol de la Maria Mantoana»), era attratto dall’architettura dell’età di mezzo e, soprattutto, dalla Basilica di San Zeno, luogo caro ad entrambi.

Quali studi ha fatto?

Dopo l’istituto d’arte ho studiato restauro e conservazione dei materiali lapidei a Venezia, un’ulteriore fonte per accrescere la mia passione per il Medioevo. Come restauratore è stata una grande emozione lavorare a San Fermo Maggiore a Verona. Verso fine agosto del 1997 vennero rimosse le pale nella cappella di Sant’Antonio e uscirono allo scoperto gli affreschi oggi visibili nel loro splendore. Fu un’esperienza eccezionale, sommata all’emozione di lavorare a tu per tu con il bellissimo soffitto.

Che cos’è il Palio del Drappo Verde?

È un autentico bene culturale che racconta secoli di storia legati alla nostra città e al nostro territorio, corso per la prima volta nel 1208, prima domenica di Quaresima, e citato da Dante nella Divina Commedia: «Poi si rivolse, e parve di coloro che corrono a Verona il drappo verde per la campagna; e parve di costoro quelli che vince, non colui che perde» (Dante Alighieri, Inferno, Canto XV, vv. 121-124, ndr). Si tratta del palio più antico d’Europa per quanto riguarda la corsa «alla lunga», ovvero una mezza maratona che bloccava tutta la città. Già questi elementi conferiscono al nostro palio un ruolo di grande importanza. Quest’anno non verrà svolto ma confido nel 2019 per portarlo nel centro storico.

Di che cosa si occupa la Compagnia del Gardello?

Oltre alle rievocazioni storiche medievali, dello studio e dell’approfondimento di antichi mestieri legati alla storia locale; infatti, stiamo analizzando l’organizzazione della Domus Mercatorum (o Casa dei Mercanti), che si affaccia su Piazza Erbe, e i mestieri più importanti dell’epoca.

Com’è andato il «Medioevo in Biblioteca Capitolare» del 7 aprile scorso?

Ha fatto il tutto esaurito! La Compagnia del Gardello ha presenziato in abiti d’epoca alla mostra dedicata al Codice di Ursicino (1 agosto 517), per arricchire le splendide cornici del Museo Canonicale e del chiostro dei canonici. Mons. Bruno Fasani e lo staff della Discanto sono rimasti entusiasti di noi e ne siamo grati, perché hanno capito che indossare un abito storico medievale significa fare cultura in modo creativo. L’ambientazione medievale è stata resa possibile anche dall’Ordine delle Lame Scaligere, gli Arcieri e i Balestrieri di Mastino.

Quali saranno le prossime occasioni per conoscervi dal vivo?

Per esempio, il 9 e il 10 giugno al Parco dell’Adige di San Giovanni Lupatoto, con banchi didattici, falconeria e dimostrazione d’armi. Inoltre, con Stefano Paiusco (attore, autore e regista teatrale) siamo al lavoro per portare il Medioevo dove già esiste: nel centro storico di Verona, per rendere maggiormente viva la città con appuntamenti periodici che arricchiranno l’estate veronese.

Le persone come si rapportano alle vostre rievocazioni?

La gente si avvicina positivamente ai nostri eventi, ma manca ancora quella scintilla che ci rende indelebili  nella menti. Sottolineo quanto sia importante per noi mostrare abbigliamento (non costumi) e accessori, in quanto rispondono ad un determinato criterio di ricostruzione. C’è ancora molta strada da fare, cogliendo le giuste occasioni, proseguendo nell’esperienza e nel collaudo, con molta pazienza e impegno. Vogliamo fare molto per il nostro amato territorio, nella speranza che le istituzioni accolgano il nostro invito.