Nella serata di ieri sono tornati ai loro posti i lavoratori del marchio dolciario in crisi da mesi. Già stamattina i primi dolci sono stati sfornati. L’obiettivo è arrivare al 10 dicembre con 1 milione e mezzo di prodotti.

Si respira il profumo dolce della speranza nella fabbrica di San Giovanni Lupatoto. Le chiamate per le convocazioni sono partite ieri pomeriggio, dopo il ritardo di un giorno dovuto a delle delucidazioni richieste dal Tribunale di Verona. L’incontro con i sindacati, già in agenda, si terrà in settimana. Al centro del tavolo con i vertici l’anticipo degli stipendi di novembre e dicembre, richiesto a fronte della disponibilità dei lavoratori di ricominciare immediatamente la produzione.

Qualcuno di loro ha persino lanciato un appello sui social a suon dell’hashtag #NoiSiamoMelegatti per spingere all’acquisto dei tanto sospirati panettoni e pandori che non mancheranno l’appuntamento sugli scaffali natalizi. Si concluderà il 10 dicembre la micro campagna per le festività. Oltre 1 milione e mezzo i prodotti che dovranno essere firmati dal brand dolciario.

Sei milioni invece l’investimento che arriva dal fondo maltese Abalone. Agli investitori finanziari che si sono fatti carico del salvataggio del marchio e al nuovo direttore generale Luca Quagini ora il compito, superato il Natale, di pensare anche al nuovo stabilimento di San Martino Buon Albergo, e al grande tema della produzione non legata alla ricorrenza.

 

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