I dipendenti Melegatti tornano a lavorare. 5000 pandori da sfornare in extremis in seguito all’enorme richiesta

Prima il gelo sugli stipendi, poi l’ombra della cassa integrazione, e ora il ritorno in fabbrica. Tira un vento dell’incertezza sull’azienda veronese e sui suoi dipendenti, che rimangono contesi tra i sentimenti di rabbia per gli stipendi rimasti insoluti da agosto e la speranza di tornare alla normalità. Equilibrio ancora difficile da intravedere nel futuro prossimo che fa già sperare in vista di Pasqua, nonostante si stia ancora lavorando in extremis per la produzione di altri 5000 pandori, che sebbene non riusciranno a vedere la luce dei supermercati, saranno venduti direttamente nella sede di San Giovanni Lupatoto. Soddisfatto si ritiene il sindacato, che ora guarda all’importanza di dare continuità alla produzione

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