ROMA – Le dimissioni del premier "tecnico" Mario Monti, accelerano le tempistiche per il voto in Italia. Elezioni in febbraio, con sfida tra Bersani, il recidivo Berlusconi e, forse, lo stesso Monti, che sta pensando a una probabile candidatura.

Piuttosto neri gli orizzonti sull’Italia dopo questo ennesimo ribaltone politico che lascia sconforto nei cittadini, che non sembrano in grado di tenere il passo con questi rapidi cambiamenti. La ricandidatura di Silvio Berlusconi ha lasciato tanto disinteresse nella politica, Matteo Renzi doveva essere il nuovo volto, non è stato, e così il Cavaliere ha ben pensato, a 76 anni, di ritornare in corsa dicendo "un disperso nel deserto accetta anche di bere sabbia", come dire che anche se non lo vogliono, lo voteranno.

Bersani, dal canto suo, doveva lasciare per limiti di età raggiunti e invece si ritrova nuovamente alla guida del PD, un partito che si sta smembrando in tante piccole frazioni che ricordano la situazioni di Prodi qualche anno fa. Il professore fu poi costretto a gettare la spugna di fronte a una coalizione di maggioranza priva di unione.

Cosa succederà? Monti troverà il gruppo per ripresentarsi? E con che colori sarà al via del rush elettorale?

Tanti dubbi. Una generazione (quella giovane) che perde speranze in una classe politica sempre più distante dai veri interessi del paese e sempre più vicina a quelli della poltrona. Vero? Falso? Solo illazioni?
Nel frattempo in Inghilterra le infermiere si suicidano per aver tradito la Corona e noi dobbiamo stare a sentire sempre i soliti dinosauri.
Differenze di visione, ma anche di fiducia nella classe al potere.

Matteo Bellamoli

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