Moreno Morello
Trasmissione televisiva STRISCIA LA NOTIZIA nella foto: l'inviato MORENO MORELLO

È uno degli inviati più noti del programma televisivo Striscia la Notizia. Da sempre dalla parte delle persone vittime di truffe o raggiri.

Moreno Morello, di bianco vestito, sarà al Teatro Stimate con il suo spettacolo TruffAttori contro tutti, un evento che rientra nella 3^ Campagna Nazionale contro le Truffe agli Anziani promossa da Anap Confartigianato, Ministero dell’Interno e Forze di Polizia.

Uno spettacolo teatrale per essere ancora più vicini alla gente in quella battaglia personale che da anni porta avanti sul grande schermo, e precisamente su Canale 5, come inviato di Striscia la Notizia. Moreno Morello sarà a Verona il prossimo 28 ottobre al Teatro Stimate (ore 16) con il suo TruffAttori contro tutti, scritto e interpretato con l’unico obiettivo ci creare maggiore consapevolezza tra la gente e rendere la vita ancora più difficile a chi continua a truffare.

Morello, iniziamo proprio da TruffAttori: come mai la scelta del teatro?
Il teatro lo considero un mezzo complementare per arrivare ancora più vicino alla gente. Un modo per usare un registro diverso e per avere un contatto fisico con le persone. Qui a Verona abbiamo portato lo spettacolo grazie al contributo di Regione Veneto, Unioncamere, Confartigianato, diversi patrocini e grazie anche alla partecipazione di molte associazioni di consumatori. Quest’ultime hanno la caratteristica di essere capillarmente distribuite sul territorio, che è poi anche la caratteristica di Striscia con tutti i suoi inviati. Devo dire che la scelta del teatro come medium ci sta dando soddisfazione e risultati.

Si è calato bene nella parte, visto che in TruffAttori lei è regista e attore…
Quando raccontiamo noi stessi diventa facile, no? Un inviato è sempre tra la gente, prima di affrontare un argomento ha spesso un confronto diretto con le persone, quindi nel raccontare le cose che ci riguardano, facendo le cose che già facciamo per lavoro, ci sentiamo a nostro agio.

Cosa ci può essere di più odioso del raggiro nei confronti degli anziani?
Quella è una vigliaccheria assoluta, una cosa davvero becera e molto riprovevole. Dello stesso taglio, sullo stesso filone, anche tutto quell’approfittarsi che si fa usando come leva la falsa beneficienza o tradendo la fiducia delle persone con lo scopo di creare lucro.

Tra l’altro proprio le truffe agli anziani, numeri alla mano, sembrano essere in aumento…
Sono tra le più complesse da smascherare perché non hanno preavviso: i truffatori capitano nelle case, colpiscono e scappano. Gli anziani poi non parlano, si chiudono. Una truffa ai loro danni fa molto più male rispetto ad altre perché lascia un segno particolarmente fastidioso, sia perché l’anziano si vede gabbato in quella che è la sua buona fede, ma anche in quella che è la sua autostima, la sua capacità di distinguere quello che può essere o meno un inganno.

Lei ha sposato la causa dei più deboli, da dove nasce questa sua sensibilità?
Nasce da un profondo senso di giustizia, legato anche alla mia formazione personale (Morello ha arbitrato per molti anni a calcio e ha studiato giurisprudenza, ndr) e a un’innata propensione per il rispetto per le regole. A questo si lega una totale avversione alla prepotenza, in ogni sua manifestazione, e soprattutto quella perpetrata nei confronti delle persone più deboli.

Ha praticato atletica a livello agonistico, ha arbitrato sui campi da calcio, ha corso alcuni rally nella veste di navigatore. Insomma, ha una grande passione per lo sport. Quando ha capito di avere anche quella per la tv, per lo spettacolo?
Lo sport ti forgia, ti forma. Chi vuole ottenere dei risultati sportivi deve avere una certa abnegazione e una certa determinazione, comprese la sopportazione della fatica e l’accettazione della sconfitta come arricchimento per le future vittorie. Tutti ingredienti importantissimi per questo lavoro. La passione per la tv e lo spettacolo in genere, beh, quella è una cosa innata che ho fin da bambino. Mi ricordo che alla messa, sai quando il prete interroga il bambino di turno, ecco, io ero sempre il primo ad alzare la mano. Ero un bambino comunicativo, scilinguagnolo, con una certa parlantina. In televisione ho cercato di valorizzare proprio questa mia caratteristica.

Le parole d’ordine del suo lavoro?
Precisione approfondimento, attenzione ai dettagli. A Striscia tutto questo lo facciamo con scrupolosità per ogni singolo caso trattato, analizzandolo con attenzione da più punti di vista.

Ci racconta brevemente l’incontro con Antonio Ricci?
Lo colpì la cura dei miei servizi conditi da un linguaggio particolarmente forbito, da lì l’origine del mio abito da dandy, anche per i modi eleganti nel presentare la notizia. Poi Antonio nella sua conoscenza smisurata mi disse: “Visto che tu quando presenti i tuoi servizi utilizzi questo linguaggio ricco di molte figure retoriche, voglio fare del tuo personaggio una figura retorica. Ti chiami Morello? E io per ossimoro, ti vesto di bianco. Il tuo linguaggio è in linea con il tuo abito bianco”.

Ha mai avuto paura durante il suo lavoro?
No. Solitamente sei così concentrato a far sì che non ci siano problemi che tutto fila per il verso giusto, o quasi. Attenzione ai contenuti di ciò che stai raccontando, agli accadimenti correlati, alla sicurezza delle persone che ci sono nelle vicinanze del servizio che stai facendo, dello staff, di tutti, anche dell’interlocutore che stai intervistando. Talmente tante precauzioni che è difficile lasciare spazio alla paura. È vero, ci sono state anche situazioni che hanno portato a una particolare degenerazione, a qualche aggressione, ma anche lì l’attenzione, oltre che scansare i colpi, è quella che nessuno si faccia male. Ci sono state situazioni, quelle sì, in cui abbiamo ritenuto opportuno chiamare le forze dell’ordine.
Cambia la comunicazione, cambiano gli strumenti. Il successo di Striscia rimane invariato, anzi cresce, da anni. Qual è il segreto?
Parla direttamente alla gente ed è molto capillare sul territorio. È veloce in quella che può essere una sua evoluzione, ma anche nella risposta a determinate segnalazioni che sono “da Striscia”.

Cosa le ha dato la popolarità?
Non parlerei di popolarità. La cosa più bella è quando incontri le persone e ti dicono: “Ciao, come stai?” e subito dopo “Scusa ti ho dato del tu, ma entri tutte le sere in casa mia con Striscia che sembri uno di famiglia”. Ecco, questo è un po’ diverso dalla popolarità o dalla fama. Parlerei piuttosto di famigliarità e di questo ne sono molto felice.

È un ottimista? Pensa che le cose (ad esempio quelle che lei tratta) possano cambiare?
È lo scopo di TruffAttori. Lo spettacolo nasce perché dopo quindici anni trovo gli stessi truffatori che ero riuscito smascherare anni fa, che nel frattempo hanno cambiato truffa, ma sono ancora lì a prendersi gioco delle persone. Attraverso lo spettacolo cerchiamo di diventare più consapevoli, di mettere all’interno del consumatore gli anticorpi per essere immuni alle truffe di oggi e di domani.

In che modo?
Consigliando alle persone di farsi qualche sana e precisa domanda in ogni eventuale situazione che potrebbe apparire truffaldina. Lo scopo non è cambiare il nostro modo di essere, ma di adeguare il nostro modo di pensare, aprendo un po’ di prospettive, diventando un attimo più critici, che non vuol dire malfidenti, ma più analitici.

Perché alcune persone continuano a truffare?
Perché hanno un giocatolo che gli frutta. Rompiamoglielo: passando parola su quelli che sono i metodi più comuni per truffare è possibile. Nello spettacolo TruffAttori faccio ascoltare delle registrazioni originali di truffatori che da otto o nove anni sono inseguiti dalle forze dell’ordine e dai truffati. Sono li che se la ghignano in maniera sardonica. Al pubblico faccio ascoltare anche il loro stato d’animo dopo l’intervento di Striscia: si infuriano tremendamente perché abbiamo portato alla luce il loro modus operandi, abbiamo tolto loro la clientela.

Cosa pensa di fare da grande?
Quando uno gioca nella squadra più forte del campionato non si preoccupa proprio del dopo, cerca sempre di meritarsi il posto in quella squadra.
“Truffattori contro tutti” è realizzato in collaborazione con “La Piccionaia – Centro di produzione teatrale” e l’ingresso all’appuntamento di sabato 28 ottobre, al Teatro Stimate di Verona, verrà proposto al prezzo simbolico di 1 euro. Per prenotare è possibile telefonare al numero 045 9211555; inviare una e-mail all’indirizzo info@artigianiupa.vr.it; inviare un fax al numero 045 9211599.