L’improvvisa perdita di un animale domestico può mettere in crisi il nostro sistema emotivo. In alcuni casi si tratta di un vero e proprio lutto, descritto in molta letteratura come «pet loss», da elaborare nel tempo.

Di Ingrid Sommacampagna

LA PALLA ABBANDONATA nel giardino, la ciotola vuota, il giochino rosicchiato e lasciato sotto al divano. Che cos’è quel vuoto che sentiamo improvvisamente, quell’angoscia che sale e quella paura di non aver fatto abbastanza? Sono forti e non scontati i sentimenti di una persona nei confronti di un animale domestico.

La morte fa crollare un punto di riferimento, venendo meno, di conseguenza, tutte quelle routine quotidiane legate alla cura. Non è facile abitare in una casa che d’un tratto è vuota e silenziosa; ci si scopre impreparati, disorientati, nutrendo, come nei confronti delle persone, sensi di colpa, ansia, angoscia, solitudine, rifiuto, negazione, tristezza, depressione e rabbia. In queste nostre vite, così caotiche, loro ci danno sicurezza, protezione, conforto e felicità, senza giudicarci, facendoci sentire completamente noi stessi.

IL «PET LOSS COUNSELING» è un intervento di supporto psicologico nel lutto per la morte di un animale da compagnia ancora poco diffuso in Italia; spesso, infatti, sono i veterinari a dare un sostegno emotivo durante una diagnosi terminale, l’eutanasia o la morte. La loro morte rimette in discussione la nostra vita, perché è come se perdessimo una parte di noi, ripensiamo al tempo passato con loro e al nostro stesso invecchiare, visto che i nostri animaletti ci accompagnano in un periodo della nostra vita.

«Ho avuto pazienti nei quali la morte del cagnolino ha aggravato lo stato depressivo preesistente. Quando muore un animale domestico si apre un vuoto nella vita del padrone assimilabile, in parte, alla morte di una persona cara. Si attraversano le stesse fasi: fase di irrealtà, durante la quale non si crede davvero che il nostro animale sia morto; fase di protesta, che è quella del pianto; l’ultima è quella di accettazione dalla quale inizia l’elaborazione del lutto vera e propria. È necessario esprimere le proprie emozioni, non bloccarle, e fare quello che più fa stare bene ed esattamente come per gli esseri umani, troveremo conforto nella sepoltura del nostro cucciolo, perché sapremo dove trovarlo», spiega Alessandra Maggia, psicologa e scrittrice.

«Le Leggenda del Ponte dell’Arcobaleno», tramandata dagli indiani d’America, è una poesia, dedicata a chi soffre per la perdita di un animale e a tutti gli animali che hanno amato un essere umano nella loro vita terrena. Un piccolo conforto: «E i tuoi occhi incontreranno di nuovo i suoi sinceri che tanto ti hanno cercato, per tanto tempo assenti dalla tua vita, ma mai dal tuo cuore».