Scarabocchiata, accartocciata e, a volte pure, ingiustamente strappata. La carta non è affatto una cosa scontata per Sonia Padovanello. Dopo un anno a Boston, è tornata in Italia e ha creato un laboratorio di carta artigianale. Trasforma ogni giorno le scartoffie buttate delle scuole e gli scarti di tessuto in preziosi fogli di carta.

Invece che scrivere una nuova pagina della sua vita, Sonia Padovanello ha deciso letteralmente di crearla. 25 anni, un lavoro nel mondo delle assicurazioni, un anno negli States dove tutto inizia. Incappa quasi per sbaglio nella carta riciclata mentre frequenta un corso d’arte. È subito amore. Torna in Italia e inizia ad avvicinarsi all’antico mestiere del mastro cartaio. I primi test in cucina, con le scartoffie che si porta a casa dal mondo delle assicurazioni dove lavora. Condisce il tutto i video di Sandro Tiberi, tra i massimi esperti di quest’arte antica. Dopo un corso al Museo della Carta di Toscolano Maderno, negli spazi che traboccano di futuro del Verona Fab Lab di Grezzana, dà forma alla sua passione imprevista. Si chiama Muriel il suo laboratorio di carta artigianale dove realizza tutto quello che una penna esigente chiede.

Nasce tutto da documenti triturati, impastati con acqua e colla e poi setacciati. Ma non di sola carta riciclata vive l’ispirazione di Sonia. Da un anno collabora con il marchio di moda etica Filotimo e utilizza gli scarti di tessuti in fibra di canapa. Insomma, per creare la sua carta con uno sguardo delicato verso la natura. Non a caso il nome del suo laboratorio l’ha rubato alla foglia Muriel inventata da Leo Buscaglia, leggera e preziosa come un foglio di carta.

 

 

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