don bosco start up
Massimiliano, Simone e Lorenzo

Si chiama Steelitalia la prima startup innovativa firmata John Bosco, il LAB-oratorio d’impresa 5.0 dell’Istituto Salesiano. Protagonisti di questa avventura i diciottenni Simone Zorzi e Massimiliano Trevisan, due studenti all’ultimo anno dell’istituto tecnico di via Provolo, e il ventenne Lorenzo Grubissich, allievo dell’Accademia Santa Giulia di Brescia.

Una buona idea da sola non basta: servono dedizione, impegno e una buona dose di entusiasmo. Caratteristiche che hanno dimostrato di avere i tre giovanissimi imprenditori che, grazie alla lungimiranza dell’Istituto Don Bosco, hanno potuto dotarsi degli strumenti necessari per far decollare la loro impresa. Il laboratorio John Bosco mette infatti a disposizione dei ragazzi un team tecnico di alta competenza in grado sia di valutare la bontà dell’idea, sia di fornire il supporto tecnico necessario alla trasformazione delle idee in progetto ed alla creazione della startup.

Ampia e diversificata l’offerta di Steelitalia: dai servizi di comunicazione digitale per piccole medie imprese alle soluzioni IT a supporto di altre startup, da percorsi di formazione per studenti a progetti digitali ad alto contenuto innovativo (Intelligenza Artificiale e Big Data). «Coniugare al meglio lo sviluppo tecnologico con la centralità dell’individuo è alla base della filosofia della Scuola 5.0 − spiega don Alberto Poles, amministratore dell’Istituto salesiano Don Bosco –. Abbiamo da tempo un fitto dialogo con le aziende del territorio che hanno intuito le enormi potenzialità di questo progetto, capace di valorizzare i nostri giovani talenti e dar vita a un circolo virtuoso, a beneficio della comunità».

«La nostra startup nasce dal desiderio di un gruppo di studenti di contribuire attivamente al miglioramento della società con la creazione di un sistema capace di unire scuola e impresa − precisa Simone Zorzi, amministratore di Steelitalia −. I ragazzi che entrano in Steel prendono parte ad un vero percorso di crescita personale e professionale che ne fa a tutti gli effetti dei “portatori di innovazione”».

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