In tempi di crisi, anche il Natale nella case italiane assume un sapore diverso. Secondo quanto emerso da un’analisi della Coldiretti, sulla base dell’indagine “Xmas Survey 2012” di Deloitte, gli italiani non risparmieranno su cibi e bevande.

Le spese alimentari nelle case italiane, quest’anno rappresenteranno il 36 per cento dell’ammontare totale delle spese di Natale e 4,3 miliardi verranno spesi per imbandire le tavole della festa di fine anno 2012.
Quest’anno si assisterà a una riscoperta di sapori e ricette del passato, preparate utilizzando in gran parte solo prodotti del territorio, prodotti biologici, a chilometri zero o comunque made in Italy, sperando in questo modo di creare ricchezza locale.

Il tradizionale cesto natalizio, ricco di prodotti enogastronomici, si attesta tra i regali preferiti dagli italiani, risultando anche il meno riciclato in tempi di crisi con prezzi che oscillano dai 10 ai 120 euro.
Il cotechino, lo zampone e le lenticchie sono tornati prepotentemente ad essere i prodotti piu’ presenti nei cesti, oltre ai classici spumanti, torroni, pandori o panettoni spesso artigianali. A farla da padrone anche salumi, formaggi, oli extravergine, vini, miele e conserve, preparati direttamente nelle aziende agricole.

Il consiglio della Coldiretti per non incorrere in fregature è quello di verificare sempre l’etichetta dei prodotti alimentari, preferendo quelli a denominazione di origine riconosciuti dall’Unione Europea (Dop/Igp) o quelli presenti nell’elenco regionale delle specialità tradizionali.

Tra i prodotti Made in Italy piu’ tradizionali, vantano di una ritrovata popolarità il cotechino (+8 per cento), le lenticchie (+14 per cento), la frutta di stagione (+15 per cento) e lo spumante (+20 per cento), mentre crollano le mode esterofile del passato pagate a caro prezzo come frutta esotica o fuori stagione (- 3 per cento), caviale (- 2 per cento) e champagne (-1 per cento).
Immancabile sulle tavole degli italiani il panettone al quale non rinunceranno in 40 milioni (80 per cento) che vince sul pandoro (prescelto da 34 milioni, pari al 68 per cento).

Anche la modalità del fare acquisti subirà notevoli modifiche: il 30 per cento degli italiani infatti acquisterà regali tramite Internet, ma non mancano iniziative di solidarietà come la possibilità offerta dalla Coldiretti attraverso il Consorzio dei produttori di Campagna Amica di acquistare in tutta Italia direttamente dai produttori alcune delle migliori specialità che hanno reso la Toscana celebre in tutto il mondo, per aiutare i produttori colpiti dall’alluvione (www.coldiretti.it).

Dall’indagine della Coldiretti, emerge una forte attenzione alla tavola, giustificata dal fatto che il 92 per cento degli italiani trascorrerà il Natale 2012 in casa propria o in quella di parenti e amici. Ben il 40 per cento delle famiglie italiane trascorrerà oltre tre ore di lavoro ai fornelli e, nel 12 per cento dei casi si arriverà addirittura a superare le cinque ore. Appena il 3 per cento degli italiani – precisa la Coldiretti – andrà al ristorante o in trattoria mentre l’un per cento si recherà in uno dei ventimila agriturismi italiani dove piu’ facilmente è possibile riscoprire i piatti della tradizione natalizia.

Una nota positiva portata dalla crisi economica è senza dubbio la riduzione degli sprechi. In piu’ di una tavola su cinque (21 per cento), infatti, non avanzerà proprio niente, mentre nel 54 per cento delle famiglie italiane la quantità di cibo avanzata sarà comunque ridotta o modesta. Un’ottima soluzione per non gettare il cibo non consumato è, senza dubbio, quella di riutilizzarlo i giorni seguenti combinando varie ricette.

“La tendenza a ridurre gli sprechi da parte degli italiani è forse l’unica notizia positiva della crisi in una situazione in cui in Italia sono aumentate del 9 per cento le persone costrette a ricevere cibo o pasti gratuiti in mensa o nelle proprie case”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

Valeria Zardini

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