Il pozzo dell’amore, così è stato ribattezzato, è il luogo di cui tratta una leggenda accaduta nel periodo in cui la nostra città apparteneva al Sacro Romano Impero (tra il 1509 e il 1516). Corrado da San Bonifazio era un giovane soldato e si era innamorato della bella Isabella del casato dei Donati. Il buon Corrado faceva una corte spietata alla sua bella ma questa non ne voleva proprio sapere e rimaneva sorda alle sue proposte.

«Eccomi, eccomi pronto ad ubidirvi, se cosa grata vi faccio a saltar nel pozzo» (Corrado da San Bonifazio)

Un freddo giorno di febbraio i due si incontrarono davanti al Pozzo di San Marco. Isabella passeggiava con le sue amiche e Corrado provò ancora una volta a farle la corte. Visto che la dama, non ci voleva proprio sentire, l’uomo le disse che il suo cuore era freddo come l’acqua in fondo al pozzo. Per scherno, lei gli rispose che se lo pensava veramente, Corrado poteva buttarcisi dentro per testare se l’acqua fosse davvero così fredda. Corrado non se lo fece ripetere due volte e dentro a quel pozzo ci si buttò per davvero trovando la morte. Isabella, inorridita e affranta, visto che segretamente era davvero innamorata di Corrado, si buttò pure lei nel pozzo accompagnando nella morte il suo sventurato cavaliere.

Verona, quindi, città dell’amore. Ma perché deve finire sempre tutto in tragedia?