Bastoncini, scarpe da trekking e via…pronti a praticare il Nordic Walking. Una disciplina che viene dalla Finlandia e che è arrivata in Italia diversi anni fa. La parola d’ordine è “camminare”, ma non con il solito passo, bensì coinvolgendo fino al 90% del corpo. A spiegarci come funziona e a parlarci dell’associazione Lince Verona è stato l’istruttore Francesco Pagan Griso, intervenuto durante la trasmissione “Protagonisti”.

Come e dove è nato il Nordic Walking?

C’è una tecnica molto particolare e accurata dietro il Nordic Walking. Nasce nei paesi nordici, come dice anche il nome, dalla Finlandia, e negli anni ’70 si utilizzava per allenarsi allo sci di fondo fuori stagione. Poi piano piano si è sviluppato. La disciplina si è diffusa molto in Finlandia e poi piano piano è arrivata più giù. In Europa è sbarcata verso il 2000. Si è diffusa a macchia d’olio fino ad arrivare anche in Italia. Si tratta fondamentalmente di una camminata con dei bastoncini appositi, non da trekking, che mi permettono di fare un movimento con il braccio per far lavorare bene la spalla in estensione e ruotare anche il busto in torsione fino ad utilizzare oltre il 90% del corpo.

Tu come ti ci sei avvicinato?

È stato un corso complementare di scienze motorie che facevano a Riva del Garda con due finlandesi in un weekend e ci hanno dato le informazioni per diventare istruttori di Nordic Walking. Poi in realtà per apprendere bene la tecnica, ci sono voluti anni. Ma questo è un hobby, una passione, perchè di mestiere sono biologo nutrizionista e Chinesiologo posturale.

Come è nata l’associazione Lince Verona?

È nata perché ho deciso nel 2015 di dare valore all’attività che stavo facendo da solo. Siamo arrivati a una cerchia di 17/19 persone. Lince Verona è un acronimo che vuol dire: luogo d’incontro, natura, consapevolezza, energia. Soprattutto luogo d’incontro, considerato che l’associazione raggruppa diverse persone e dà modo di esplorare il territorio che abbiamo: cambiamo percorso ogni weekend. Abbiamo anche introdotto dei giovanissimi, di 15 o 16 anni e siamo entrati anche nelle scuole grazie a un progetto col Provveditorato.

Qual è il futuro dell’associazione?

I nostri obiettivi associativi sono sicuramente trasmettere i valori che condividiamo, perché siamo una bellissima squadra. Facciamo i corsi anche con gli psicologi per relazionarci insieme, per crescere come gruppo. Noi vogliamo trasmettere questo valore e poter lavorare insieme. Vogliamo portare avanti i nostri progetti e i contatti con le scuole e il territorio.

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