L’ateneo scaligero partecipa al progetto Hermes, finanziato dall’Europa con oltre 8 milioni. Il lavoro scientifico, finanziato dalla Commissione Europea con oltre 8 milioni di euro, si focalizzerà sull’individuazione di metodi efficaci per sanare le aree cerebrali danneggiate da malattie come l’epilessia grave.

Questo l’obiettivo del progetto europeo Hermes che intende mettere a punto una nuova strategia per la cura dell’epilessia resistente alla terapia farmacologica, puntando alla rigenerazione del tessuto cerebrale danneggiato e all’allenamento dei neuroni a un corretto funzionamento, attraverso l’uso combinato di componenti biologiche e artificiali.

Il progetto cui partecipa l’università di Verona ha ricevuto un finanziamento di oltre 8 milioni di euro dalla Commissione Europea nell’ambito dei progetti tecnologicamente più ambiziosi, i FET-Future and Emerging Technologies.  Il consorzio, coordinato da Gabriella Panuccio dell’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia, comprende 12 partner in tutta Europa, tra cui in Italia, oltre all’ateneo scaligero, l’università di Modena e Reggio Emilia, il Politecnico di Milano ed Eurokleis s.r.l.

L’epilessia è una malattia caratterizzata dal danno progressivo di alcune aree cerebrali, che si traduce in un funzionamento anomalo del cervello. Ad oggi, colpisce 50 milioni di persone nel mondo, di cui 8 milioni in Europa e 500 mila in Italia. In Hermes i ricercatori studieranno l’epilessia del lobo temporale, la più diffusa e quella che più spesso risulta resistente alle attuali terapie farmacologiche. Il disturbo interessa aree del cervello coinvolte nell’apprendimento, nella memoria e nel controllo emozionale, come l’ippocampo.

Hermes avrà proprio l’obiettivo di ricostruire la parte di ippocampo danneggiata. I ricercatori creeranno da una parte il tessuto dell’ippocampo in laboratorio, e dall’altra una neuroprotesi neuromorfa, ovvero un dispositivo elettronico che imita il comportamento dei neuroni. I due componenti, uno biologico e l’altro elettronico, saranno impiantati nel cervello di un modello animale nella zona danneggiata.

In particolare, gli istituti italiani contribuiranno al progetto in modo sinergico: IIT con l’ingegneria tissutale e l’analisi dei segnali elettrici generati dai neuroni in vitro; l’Università di Verona con lo studio della neurogenesi e delle cellule staminali; l’Università di Modena e Reggio Emilia con l’analisi dei segnali elettrici generati dal cervello in vivo; il Politecnico di Milano con l’ingegnerizzazione di circuiti neuromorfi. Eurokleis seguirà gli aspetti della comunicazione e della gestione dei processi di innovazione attivati dal progetto.

Il consorzio di Hermes è costituito anche da: Agencia Estatal Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (Spagna), Aarhus Universitet (Danimarca), University of Glasgow (Regno Unito), Tampere University of Technology (Finlandia), Fundacion Instituto de Estudios de Ciencias de la Salud de Castilla y Leon e Universidad de Salamanca (Spagna), Radbound Universiteit
(Paesi Bassi), Den Institute (Belgio).