“Il Cea (centro educazione artistica) da due anni non presenta e non approva i bilanci ma intanto riceve soldi dallo stesso Comune.” Così Flavio Tosi che accusa l’amministrazione di “omissione di controllo sulle sue partecipate”

Denuncia il mancato controllo dell’amministrazione sulle sue partecipate l’ex sindaco e consigliere Flavio Tosi. Dopo la questione di Amia e il caso Croce, Tosi vuole fare chiarezza sul Cea, il Centro di educazione artistica, che nel 2018 ha ricevuto un contributo di 10.500 euro dal Comune senza che venissero approvati i bilanci. Tosi a febbraio ha chiesto di accedere agli atti e solo nei giorni scorsi è arrivata una risposta: pare infatti che i bilanci del 2017 e del 2018 non siano mai stati approvati, in quanto mancava un revisore dei conti.

“Il Cea da due anni non presenta e non approva i bilanci ma intanto riceve soldi dallo stesso Comune. Questo è contro le regole e ne sono responsabili oltre a Sboarina, l’Assessore alle Partecipate Polato e l’Assessore all’Istruzione Bertacco, delegato al Cea da Sboarina. Questa vicenda si aggiunge alla disastrosa gestione degli enti partecipati dell’amministrazione Sboarina tra il buco di oltre due milioni di euro in Amia e la guerra ai dipendenti con la minaccia di vendere a un privato il 40% delle quote, il caso Croce in Agsm, il controverso licenziamento della Motta in Agec che è costato un sacco di soldi ai cittadini veronesi, e l’immobilismo degli uffici direttivi del Comune che sono alle dipendenze di Polato”.

Il Centro educazione artistica è partecipato, tra gli altri, da Comune e Provincia “ma il Comune – ha detto Tosi – ormai è rimasto l’unico socio a dare soldi e il presidente del Cea è Sboarina e il Sindaco nomina anche il direttore dell’ente”. Tosi poi è entrato nel merito della vicenda: “Sul sito del Comune non è pubblicato lo Statuto del Cea, che ho trovato sul sito della Provincia. Il 26 febbraio ho fatto richiesta di accesso agli atti per chiedere di vedere gli ultimi bilanci del Cea, visto che il Comune gli dà dei contributi e non puoi dare soldi a una partecipata se non c’è il bilancio. Dopo non aver ricevuto risposta ho fatto una serie di solleciti, l’ultimo il 6 maggio e finalmente il 16 maggio il direttore del Cea mi ha risposto in modo stravagante, dicendomi che i bilanci del 2018 e addirittura del 2017 non sono stati ancora approvati e nemmeno sottoposti ad approvazione del collegio dei revisori, lo saranno solo a fine maggio perché prima non è stato possibile trovare revisori dei conti disponibili, che solo il 4 maggio sono stati trovati”.

“Una risposta disarmante – continua Tosi – in sostanza il Comune dà soldi (c’è un contributo del 14 maggio 2018 al Cea di 10.500 euro) al Cea senza che il Cea abbia approvato i bilanci, così non sappiamo a che titolo quei soldi dei cittadini sono stati dati; ma soprattutto non sono state rispettate norme e procedure. Qui in particolare il mancato controllo è di Polato: ma è possibile che ci sia un’azienda partecipata che non ha ancora approvato il bilancio 2018 e addirittura il bilancio 2017 e nemmeno li ha sottoposti ai revisori? E che lo farà solo a fine maggio, con due anni di ritardo, giustificandosi di non aver trovato i revisori prima? Fatalità i revisori li ha trovati improvvisamente dopo due anni e, coincidenza, solo quando il sottoscritto ha rotto le scatole e ha chiesto spiegazioni. Nel frattempo il Cea ha due esercizi scoperti, il 2017 e 2018, ma intanto ha ricevuto soldi dal Comune. Questa vicenda dimostra ancora una volta la confusione e la malagestione che c’è da due anni a Palazzo Barbieri con Sboarina e alcuni suoi Assessori nelle partecipate”.