“Prakriti: il cibo nelle mani creatrici delle donne” questo è il titolo dell’incontro che si svolgerà domenica 25 ottobre, dalle 16 alle 20, preso l’Auditorium Montemezzi del Conservatorio di Verona, in via Massalongo 2.

L’iniziativa è proposta da Donne Veronesi We Expo e Mag Verona, il comitato composto da insegnanti, impiegate, docenti universitarie, contadine, artiste, giornaliste, che già aveva proposto alla città una giornata di riflessione sui temi del diritto al cibo e della sostenibilità all’inizio dell’Expo.

Il tema tratto è ispirato alle parole di Vandana Shiva, l’ecofemminista indiana che nel suo libro “Terra Madre – Sopravvivere allo sviluppo”, afferma che «la natura è prakriti, un processo vitale e creativo, il principio femminile da cui sorge ogni forma di vita». Da questo pensiero prende spunto anche la performance “Erotica è la giustizia”, a cura di DIMA contemporary art, che aprirà l’incontro con un’azione collettiva di donne, che lavoreranno il pane all’interno di ciotole realizzate da calchi di ventri femminili.

All’incontro interverranno anche Germana Sammarone, contadina biologica, sul tema “Le contadine e l’Expo”, e Giulia Forapan, omeopata e nutrizionista, con l’intervento “Quale alimentazione per noi e il pianeta?”. “Le mani dei bambini e delle bambine nella terra” e “L’orto nella mia via” saranno gli argomenti sviluppati dalle educatrici ambientali Maria Grazia Gambuzzi e Marella Diamantini, cui seguirà l’intervento di Emanuela Gamberoni, docente di geografia all’Università di Verona, dal titolo “Direzioni e prospettive: micro e macro”. Ad arricchire l’evento ci saranno la musica di Samar Oukazi, alle percussioni e voce, e le fotografie dell’associazione Terra Viva.

«Abbiamo lavorato per rilanciare esempi differenti e cercare di rispondere alle medesime sfide che una manifestazione così articolata come Expo ha lasciato in buona parte inevase – afferma Loredana Aldegheri, direttrice di Mag Verona – L’incontro con le parole di Vandana Shiva sono state il germe da cui è nato un progetto che mette l’arte contemporanea al centro, come strumento di rinnovamento e scoperta del potenziale creativo di ciascuno di noi, anche grazie all’esperienza nuova che possiamo fare nel maneggiare il cibo. Desideriamo che questo evento sia partecipato dalla città come occasione per aprire la propria mente, non solo in chiave di consapevolezza su quanto la nutrizione sia fondamentale per la giustizia e lo sviluppo della società umana, ma anche per riappropriarsi del valore rivoluzionario che ogni gesto di nutrizione può significare».