Quali sono i campi in cui opera la FISS?

La nostra Federazione è impegnata a vari livelli in ambito sessuologico , quindi la ricerca, la clinica, la consulenza e l’educazione sessuale.

Perché l’educazione sessuale vi sta a cuore?

Perché in una società “sessualizzata” è necessario che i ragazzi non siano lasciati a loro stessi, in balia del bombardamento di informazioni al quale oggi sono soggetti.

Quale impostazione è seguita in ambito di educazione sessuale?

Abbiamo due obiettivi: informare e formare. I ragazzi ormai hanno accesso a ogni tipologia di informazione, grazie al web, alla televisione, ai cellulari. Informazioni che però, da sole, rischiano di essere male interpretate, se non sono filtrate e veicolate in maniera scientifica. Da qui l’esigenza di una corretta informazione, che però, da sola, non basta. Ecco la necessità di formare: coinvolgere cioè i ragazzi, farli partecipare, fare in modo che individuino stili di vita e di relazione , finalizzati a mantenere un benessere sessuale.

Non solo prevenzione quindi?

Spesso le scuole ci chiamano per una serie di incontri con i ragazzi solo a seguito di un caso di aborto di un’alunna, per esempio. E’ necessario invece agire prima che il fatto sia accaduto. Bisogna quindi prevenire, anzitutto, in modo che i ragazzi conoscano i rischi e le conseguenze nelle quali incorrono con un rapporto sessuale. Ma al contempo promuovere alcuni valori, che nel loro insieme costituiscano uno stile di vita.

Può elencare alcuni di questi valori?

Anzitutto la possibilità di scegliere: aiutare cioè i giovani nella loro autoaffermazione, soprattutto quando si ha un carattere fragile. In questo modo si evita di incorrere per esempio in situazioni di violenza, nelle quali uno decide a scapito dell’altro. Si devono rivedere quindi i ruoli nella società, non solo tra maschi e femmine, ma tra forti e deboli. Le energie aggressive dei giovani vanno indirizzate. Da qui l’importanza della non sopraffazione sull’altro e dei rapporti intesi alla pari.
In questa prospettiva l’educazione sessuale diventa parte di una educazione più generale rivolta alle nuove generazioni. Non si vuole quindi spingere verso una maggiore “sessualizzazione” dei giovani?

Assolutamente no. Non c’è alcuna intenzione di portare alla precocizzazione della sessualità, anche perché ben conosciamo i rischi di questa sessualizzazione precoce.

Trovate delle resistenze da parte dei genitori?

Una parte dei genitori attacca il nostro operato. Questo avviene perché non conoscono cosa proponiamo effettivamente. La maggior parte, invece, è contenta che qualcuno si occupi di questi aspetti.  E’ bene ricordare che quando siamo chiamati nelle  scuole, per entrarvi e poter lavorare coi ragazzi minorenni, dobbiamo avere il nulla hosta da parte degli stessi genitori. Per favorire questo “permesso” organizziamo, quando possibile,  un incontro preliminare e conoscitivo con genitori e ragazzi.

Avete un sostegno statale?

No purtroppo. Le scuole, infatti, devono attingere ai propri fondi e per questo facciamo fatica a essere chiamati.

Cosa offrite comunque se qualcuno ha bisogno di aiuto?

Abbiamo creato un registro, un albo di professionisti, che si sono formati appositamente nell’ambito della sessuologia per mettersi a disposizione di chi chiede aiuto. Lo si trova sul nostro sito www.fissonline.it . A ciò si aggiungono i corsi di sensibilizzazione rivolti a genitori ed educatori.

In cosa consistono?

Sono corsi che potremmo definire di “orientamento”. E’ importante, infatti, che queste figure sappiamo come muoversi in certe situazioni o di fronte a certe domande, in modo da non trovarsi impreparati. Il silenzio può essere controproducente. Può portare a frustrazioni, che poi nel tempo lasciano il loro segno.

Ci sono testi a cui si può fare ricorso in caso di bisogno?

Stiamo pensando di aprire una “biblioteca virtuale” sul nostro sito, con la segnalazione di quei libri che spiegano attraverso i racconti, a seconda della fascia di età. Uno strumento utilissimo per tutti.]

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