“Non siamo contro i profughi, siamo contro le imposizioni della prefettura”. A dirlo i sindaci di diversi comuni veronesi riuniti ieri sera a Sant’Anna d’Alfaedo per dire no alla sistemazione di 50 richiedenti asilo all’interno dell’ex base militare del paese. Assieme ai sindaci era presente anche il comitato Verona ai Veronesi.

 

A Sant’Anna d’Alfaedo i profughi no. In 1500 ieri sera sono scesi nella piazza del piccolo comune della Lessinia, per imporre il loro “no” alla decisione del prefetto Mulas di sistemare 50 richiedenti asilo all’interno della ex base Nato del Paese. Quando arriveranno ancora non si sa. Quello che è certo invece è che la struttura andrà riadattata e risistemata per accogliere queste persone.

La manifestazione, autorizzata dalla prefettura e capitanata dal comitato Verona ai Veronesi, ha visto la partecipazione anche di molti sindaci dei comuni veronesi, tra cui Pastrengo, Sant’Ambrogio, Erbezzo, Roverè Veronese e Selva di Progno e per l’appunto, Sant’Anna D’Alfaedo. Quest’ultimo rientra infatti nella schiera di quei comuni che nei mesi scorsi avevano espresso il loro chiaro “no” al sistema Sprar.

Questa presa di posizione ha comportato però l’esclusione di questo comune, e di altri 64 della provincia veronese, dal tetto dei 3 profughi ogni mille abitanti, beneficio che invece strizza l’occhio a tutti gli altri comuni che avevano aderito al sistema di protezione per richiedenti asilo.

 “Non si tratta di guardare il colore della pelle. Si tratta di gestire in modo completamente differente questa imposizione che piomba addosso da un momento all’altro e crea preoccupazione e paura”, commenta Raffaello Campostrini, sindaco di Sant’Anna d’Alfaedo.

Si protesta contro la decisione della prefettura, ma anche contro l’attività, stando alle parole dei manifestanti, lucrosa delle cooperative, che speculerebbero sulla vita di persone deboli.

“Vediamo tante cooperative sotto la veste umanitaria, ma che di umanitario hanno ben poco”, conclude il sindaco.

Guarda il servizio di Tv7 Verona Network

banner-gif
Articolo precedenteAquardens, il più grande parco termale d’Italia compie 5 anni
Articolo successivoAteneo, le matricole in fibrillazione