Che senso ha il successo se va a discapito del nostro benessere, e di quello stato, del tutto sfumato e sfuggente che qualcuno si azzarda a chiamare felicità? La risposta la sappiamo tutti. Ma, come sempre, è più facile a dirsi che a farsi.

Agende traboccanti e giornate travolte dalle incombenze. Il sentiero per realizzare i nostri desideri è in salita e, a volte, per tutti, la strada si fa un po’ troppo ripida.

Il ciclo di incontri, promosso dalla Associazione di Promozione sociale La Fattoria del Soul, sotto la guida del conferenziere e operatore Olistico Abheeru R. Berruti, cercherà di delineare una “terza via” per seguire le proprie ambizioni “piacevolmente”. Un sentiero quasi paradossale per la società contemporanea.

E proprio da questa sfera che, nell’attuale narrazione della realtà, sembra avere ben poco da spartire con la dinamica del successo e della relativa ascesi sociale, la riflessione di Berruti parte. Ci può essere un successo “piacevolmente” raggiunto? O, il fatto stesso che lo si è ottenuto senza lo stress da scalata, in automatico, lo impedisce?

“Credendo di dover generare le giuste cause per ottenere l’effetto desiderato ci si ritrova spesso a inseguire chimere e ad aumentare esponenzialmente la fatica”, sostiene lo studioso, autore per altro del volume Malattia e Trasformazione ( Edizioni del Cigno) risposta esistenziale dopo la diagnosi nel 2006 che l’ha dichiarato affetto dal morbo di Hodgkin.

Le conferenze, che si terranno il 16 febbraio e il 15 marzo presso la sala civica “Elisabetta Lodi” a Verona dalle 20.30 alle 22.30, verteranno principalmente su come “realizzare i propri obiettivi con piacere“, convertendo a nostro favore il paradigma causa/effetto. In questa visione le forze per guadagnarsi le proprie ambizioni si attingono dal focus mentale che viene messo “sull’effetto piacevole che si desidera ottenere, ancora prima che accada”.

L’iniziativa è dedicati ai giovani, intenti ad intraprendere il loro percorso professionale ma anche a tutti quegli adulti, imprenditori e non solo “che vedono i risultati delle loro intenzioni e le performance delle loro creazioni non proporzionali alle energie investite“.

Un prodotto, qualsiasi esso sia, che nasce dal “piacere” tiene dentro un fascino che lo rende magnetico agli occhi di chi lo incontra. La sfida, oggetto delle due serate, sarà proprio questa.

Amare il proprio desiderio per diventare “incarnazioni piacevolmente attraenti” del proprio ambizioso sogno.

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