Questa notte in viale Piave qualcuno ha acceso un lumino per ogni albero tagliato. Poi è stato appeso uno striscione piuttosto provocante. La replica dell’assessore Padovani

A quelle piante molti si erano affezionati, evidentemente. E nel momento in cui quelle 67 piante sono state tagliate, qualcuno ha pensato di salutarle con altrettanti lumini da morto. Si presentava così questa notte Viale Piave, l’affollatissima via a sei corsie del centro veronese, interessata dal taglio di un filare di alberi. L’intervento era propedeutico al cantiere per lo spostamento del metanodotto ad alta pressione in previsione del filobus. Il filare si trovava infatti giusto al di sopra del metanodotto, ma qualcuno sembra non averla presa bene. A lato del viale qualcuno ha appeso uno striscione piuttosto provocante.

“Gli alberi saranno ripiantati dopo i lavori per lo spostamento del metanodotto”, ha replicato l’assessore alle strade e al decentramento Marco Padovani.

Intanto oggi il sindaco assieme agli assessore Segala, Zanotto e Padovani, hanno incontrato il Comitato Verona Sud. Questa la dichiarazione di Sboarina:

Vogliamo che Verona cresca non attraverso la cementificazione delle aree o il blocco delle attività produttive, ma secondo una programmazione di sviluppo sostenibile che tenga conto della vivibilità dei quartieri e della qualità di vita dei residenti. In questa visione della città rientrano importanti opere infrastrutturali, come la Variante alla Statale 12, che alleggerirà il traffico, e il parcheggio scambiatore. Ma anche l’ampliamento del Parco Santa Teresa, approvato settimana scorsa in consiglio comunale, e la realizzazione del Central Park allo Scalo Ferroviario, per il quale stiamo lavorando assieme alle Ferrovie. Voglio ricordare, inoltre, che nel giro di un anno porteremo a termine il bando per il Piano per la mobilità sostenibile. Inoltre, abbiamo rivelato ciò che si sapeva dal 2014, e cioè che il mega centro commerciale, con dentro anche Ikea, era irrealizzabile. Per le leggi regionali vigenti, in fondo a via Chioda, non si può costruire uno dei centri commerciali più grandi del nord Italia. In generale, l’area di Verona sud necessita di particolare attenzione da parte di tutti, ecco perché abbiamo chiesto a Veronafiere di aumentare gli investimenti per il quartiere su cui gravita e alla Società Autostrade di accelerare l’operazione di ribaltamento del casello.