I dati degli incidenti sulle strade italiane tendono al ribasso, ma i numeri sono ancora alti, e Verona non è da meno. La cultura della guida sicura è di difficile diffusione, ma nella nostra città si lavora per far sì che a partire dalle scuole ci sia una maggiore consapevolezza. Abbiamo incontrato il Comandante Luigi Altamura e abbiamo visitato l’edizione 2013 di Giovani in Strada, l’evento di educazione stradale andato in scena lo scorso 15 ottobre.

*tutti i dati dalla relazione “luglio 2003-luglio 2013 – 10 anni della patente a Punti” della Polizia Municipale di Verona

Proprio nei giorni in cui Pantheon andava in stampa, sul nostro sito internet www.giornalepantheon.it ha spopolato questa notizia: “un automobilista veronese di 36 anni è stato denunciato all’autorità giudiziaria perché alla guida con un tasso alcolemico di oltre 3 grammi di alcool per litro di sangue, a fronte di un limite massimo di 0,5 g/l. Gli agenti hanno intimato l’alt ma il conducente non è nemmeno riuscito a fermarsi correttamente, rischiando di salire su un marciapiede per l’incapacità di controllare il veicolo”. Un assist notevole per l’apertura del primo piano dedicato alla sicurezza e all’educazione stradale.

È la Polizia Municipale che ha lanciato l’allarme: sono in aumento a Verona i conducenti sorpresi alla guida in condizioni psicofisiche alterate. Dall’inizio dell’anno sono già stati superati i 300 casi, con punte di oltre 40 nei mesi di marzo e luglio. Il fatto preoccupante è che se il coraggioso conducente con il tasso a 3 grammi è stato fermato prima di commettere un sinistro, per la maggior parte dei casi questo accade dopo l’incidente, quando oramai gli effetti del danno sono anche irreparabili. È pur vero che i dati degli incidenti, nel primo semestre del 2013 sono calati rispetto al 2012, ma i bollettini hanno evidenziato 830 incidenti: ancora tanti. L’Italia, nel 2012, ha chiuso con un totale di 184.500 incidenti, di cui il numero dei morti, anche dopo trenta giorni dagli eventi, è stato di 3650 mentre i feriti sono stati addirittura 260.500, perché comprendenti anche chi, suo malgrado, non è in macchina al momento dell’impatto, come pedoni e ciclisti. La cultura della sicurezza stradale si è sì diffusa rispetto a dieci anni fa, ma i comportamenti corretti dovrebbero avvenire indipendentemente dal fatto che sulla strada che percorriamo si trovino autovelox, velok o qualsiasi altra diavoleria studiata per rallentare la guida. Non si tratta di terrorismo. Se i 1967 incidenti rilevati solo a Verona nel 2012 sembrano relativamente pochi, basti pensare che l’Italia non ha ancora raggiunto gli obiettivi europei che imponevano un calo del 50% dei morti sulle strade entro il 2010, e si colloca al quattordicesimo posto. Servono leggi più severe? Serve una più costante e precisa informazione ai giovani? Forse serve solo un po’ di buonsenso.

Giovani in Strada.

La sicurezza che passa dalle scuole.

Nel 2012, rispetto all’anno precedente, si è riscontrata una diminuzione del numero di incidenti con lesioni di persone del -10,2%, ma a perdere il maggior numero di punti (e non solo perché le decurtazioni sono doppie, ndr) sono i giovanissimi: le cifre dicono 6497 punti a patente per gli under 20. Solo a Verona, le violazioni commesse da neopatentati sono state 1916. È fondamentale l’educazione, che per tanto tempo è mancata, soprattutto sui banchi di scuola. Ecco perché l’Automobile Club Verona, in collaborazione con il Comune e l’Ufficio Scolastico Provinciale, ha organizzato anche quest’anno “Giovani in Strada”, evento di educazione e sicurezza stradale.

Per un giorno, il Palazzetto dello Sport e la zona adiacente, si sono trasformati in una cittadella del safe drive con laboratori, prove pratiche, workshop e testimonianze atte a diffondere nelle nuove generazioni la cultura della guida sicura. Circa 2000 i ragazzi coinvolti, provenienti da 19 istituti differenti di istruzione secondaria superiore, che hanno potuto sperimentare tutte le declinazioni della guida: dalle biciclette messe a disposizione dal servizio bike sharing della città, alle microcar; dai ciclomotori alle automobili, fino alla vera e propria guida sicura con simulazione di frenata bagnata assistiti da esperti e professionisti. Grazie alla partecipazione di numerose Forze dell’Ordine, gli studenti hanno inoltre potuto partecipare a workshop (piccoli seminari, ndr) su molti argomenti correlati alla sicurezza sulla strada. I Vigili del Fuoco e il personale medico del 118 hanno simulato degli interventi sul campo spiegando anche alcuni rudimenti del primo soccorso, la Polizia Stradale era presente con il Pullman Azzurro dove sono stati proiettati filmati che testimoniassero la pericolosità della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto psicotropo delle droghe, ma era possibile fare formazione anche per quanto riguarda l’uso del casco, la conoscenza e cura degli pneumatici e molto altro.

Moltissimo successo ha riscosso il simulatore di ribaltamento, che ha permesso di sperimentare direttamente cosa significhi capottare e uscire dalla vettura “a testa in giù”. «In realtà per alcuni dei miei compagni» ha detto Martina, studente di terza superiore «questa uscita è prima di tutto un’occasione per stare lontano dai banchi di scuola. Tuttavia quando siamo rientrati, dopo la mattinata, molti si sono ricreduti e hanno veramente riflettuto su quanto ci è stato detto». «Durante il corso in autoscuola» ha ricordato invece Thomas, sudente di quinta superiore da poco patentato, «non abbiamo toccato in modo approfondito il tema della sicurezza. Qui, in una mattinata, ti rendi conto di come funzioni invece la strada. Non ti perdona niente, basta un solo errore e potresti pagarlo molto caro».

L’intervista

Prima di tutto prevenzione

Il Comandante della Polizia Municipale di Verona, Luigi Altamura, conosce bene i rischi della strada e sa che tutto deve sempre partire dalla prevenzione. Anche in una città come la nostra, dove sia a livello pratico che comunicativo, si sono messe in piedi moltissime iniziative per la diffusione della cultura della sicurezza stradale.

Lo scorso maggio, nel corso della 2^ Settimana della Sicurezza Stradale, è stato fatto un vero e proprio controllo a tappeto degli attraversamenti pedonali sia per evidenziare i comportamenti scorretti, sia per capire tutte le possibilità di rischio; a giugno è stato lanciato un allarme a medici e farmacisti per aiutare le Forze dell’Ordine informando con cura i pazienti su quali farmaci possano procurare effetti indesiderati e pericolosi per la guida; durante l’estate lo stesso Altamura ha partecipato a Roma a “Viabilità Italia” per allestire le dovute misure in vista degli esodi estivi, il 15 ottobre scorso la Municipale ha collaborato in modo attivo alla realizzazione di Giovani in Strada.

Comandante Altamura, è stato un anno intenso, iniziato a gennaio con le riforme al Codice della Strada e l’introduzione della patente europea. Cosa ne pensa? L’Italia è pronta a recepire questi cambiamenti?

Ho qualche dubbio, che abbiamo palesato a livello di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani, ndr) e comandanti su due aspetti. Il primo riguarda le patenti che da quest’anno non potranno mai essere rinnovate, ma alla scadenza saranno emesse nuove. Questo potrebbe favorire qualcuno ad atti illeciti. È un adeguamento nato a livello europeo, ma in Italia forse andava scritto in maniera diversa. Il secondo dubbio riguarda la creazione della patente AM al posto del Certificato di Idoneità alla guida dei ciclomotori. Questo non per la patente AM in sé, quanto invece per l’impossibilità, oggi, di ottenere il patentino con corsi nelle scuole, ai quali la Polizia Locale ha sempre partecipato. Una mancanza grave proprio a Verona, uno dei primi comuni a introdurre la prova pratica. E che dire del contatto tra Polizia e ragazzi? Un approccio completamente saltato!

Oltre ai giovani, avete lavorato molto sull’educazione e il controllo delle categorie “a rischio”. Cosa è emerso dalla Settimana della Sicurezza Stradale focalizzata sui pedoni?

Il nostro scopo era quello di portare attenzione sul pericolo che i pedoni corrono soprattutto nelle città. Abbiamo aderito con molte iniziative, come quella del “Progetto 8 punti” ovvero la decurtazione di 8 punti dalla patente di chi non da precedenza al pedone in fase di attraversamento. I risultati sono stati molto buoni. Ci tengo però a precisare che il pedone è anche indisciplinato, e quindi l’educazione deve essere doppia: sia dentro che fuori dalle vetture.

Tra le categorie deboli anche i ciclisti. Sfatiamo un mito: sono ancora vigenti le decurtazioni dei punti della patente per infrazioni commesse in sella alla bicicletta?

No, non ci sono più, pertanto chi possiede una patente di qualsiasi tipo e commetterà infrazioni che prevedono la decurtazione, non avrà nessuna decurtazione in quanto per quel veicolo non è prevista. Anche il ciclista è un utente debole, ma spesso deve venire educato. Provi a mettersi ad un qualsiasi semaforo la domenica mattina e conti i ciclisti che si fermano al rosso. Anche oggi ho ricevuto l’ennesima protesta dei negozianti di Corso Porta Nuova che lamentano come sul lato non dotato di pista ciclabile i ciclisti la facciano da padrone. Certo, fa più notizia sanzionare un ciclista: nel luglio 2007 una mia pattuglia ne sanzionò uno che stava telefonando. Finimmo su tutti i giornali etichettati come “fuori di testa”. Non è così. Verona è una città splendida per spostarsi in bicicletta, ma il veronese medio preferisce la carreggiata alla pista ciclabile, dimenticando che quando c’è, è un obbligo utilizzarla.

Qual è l’infrazione su cui vi trovate ad intervenire più spesso?

La sanzione più ricorrente nel 2012 è stata la violazione ai varchi della ZTL con circa 90mila violazioni, i divieti di sosta sono stati 45mila e il transito sulle corsie bus è arrivato a circa 43mila, poco più delle multe per mancato pagamento della sosta sui parcheggi blu (42mila). Il fenomeno più preoccupante, in aumento, è la circolazione senza copertura assicurativa. Chi procura un incidente grave o gravissimo e non ha copertura, reca danni enormi, non solo fisici. La vittima avrà un risarcimento chissà come e chissà quando attraverso l’associazione “Vittime della Strada” che lo Stato spesso non finanzia.

Cosa ne pensa professionalmente e personalmente a proposito del diffondersi a macchia d’olio delle colonnine del VeloOk?

Fondamentalmente sono contrario agli spaventapasseri, non mi sono mai piaciuti neanche da bambino. Se vogliamo riempire di spaventapasseri il territorio avremo dei benefici a breve e medio termine, ma sicuramente a lungo termine quei benefici non ci saranno più. Quando l’amministrazione comunale ha deciso di installarli ho posto come condizione di munirli di autovelox dentro. I risultati ci danno ragione. Sulla Tangenziale Nord c’è stato un incredibile decremento di incidenti e un decremento della velocità media: quelli che superano i 100km/h su 30 giorni erano 10mila e adesso sono 339. Abbiamo sempre lavorato con massima trasparenza: se c’è l’autovelox, sopra c’è la nostra pattuglia che controlla, anche se non prevista. Resto contrario allo spaventapasseri, ma il cassone con la roulette russa mi sta bene.

Le faccio una domanda personale: ha figli?

Sì, ma non ancora in età da patente.

E cosa farà quando toccherà a loro diventare nuovi utenti della strada?

Ho già deciso che per il ciclomotore passeranno sul cadavere del sottoscritto. Ne ho viste troppe in questi anni, ho avuto dei decessi anche fra conoscenti stretti, quindi preferisco fare una bella istruzione sulla macchina, prenderne anche una scassata per le prime esperienze, ma sul ciclomotore ho delle grosse perplessità. Ritengo che il valore della vita vada al di là della mobilità. Io e mia moglie faremo come i tanti genitori che al sabato sera sono davanti alla Gran Guardia ad aspettare i figli per riportarli a casa. In fila ci sarà anche il Comandante.

Istituire il reato di “omicidio stradale”

Lorenzo Guarnieri era un ragazzo fiorentino che all’età di 17 anni venne investito e ucciso da un quarantacinquenne ubriaco e drogato. Oggi l’Associazione che porta il suo nome, assieme all’Associazione Gabriele Borgogni, a quella Amici e Sostenitori della Polizia Stradale e in collaborazione con il Comune e la Municipale di Firenze, ha proposto un disegno di legge per istituire il reato di Omicidio Stradale. La proposta riguarda le lesioni o la morte provocate da un guidatore in stato di ebrezza (tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l) o sotto l’effeto di droghe.

Nel testo si richiede la revoca definitiva e permanente della patente; l’aumento della pena fino a 8-18 anni e un giorno di carcere o di misura restrittiva anche con patteggiamento e rito abbreviato; l’arresto in flagranza di reato; l’istituzione del nuovo reato di omicidio stradale. Tutte procedure oggi non previste nel Codice Penale. Sul sito www.omicidiostradale.it è possibile firmare la petizione per la proposta di legge, che ad oggi conta 72.216 adesioni. Sempre all’interno del sito è contenuto il testo completo della proposta, ed è possibile prendere contatto con i portavoce di questa iniziativa