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Sono iniziate ieri con un primo incontro a Grezzana le serate dedicate all’eroe nazionale Carlo Ederle. Il Maggiore dell’esercito regio, perì eroicamente a soli 25 anni a Zonson di Piave, in provincia di Treviso. Il 4 dicembre sarà centenario della sua morte

«…fante per i fanti, compagno incomparabile tra inferiori ed uguali, animatore di uomini e di masse…» Lo descriveva così il Re d’Italia, Vittorio Emanuele III, conferendogli quaranta giorni dopo la sua morte in battaglia, la Medaglia d’oro al Valore militare. Era il 23 gennaio 1918, lo scenario era quello della Grande Guerra. Pochi giorni prima, dicevamo, il 4 dicembre 1917, il Maggiore veronese Carlo Ederle cadde colpito da una mitragliatrice mentre seguiva un’azione militare del suo battaglione di fanteria italiana, a Zenson di Piave, nel trevigiano.

Un anno prima, nel 1916, grazie al suo coraggio a numerose azioni ardimentose e soprattutto a comprovati gesti di generosità nei confronti dei suoi uomini ricevette tre medaglie d’argento al valore militare. Il 2 febbraio del 1917 venne insignito personalmente dal comandante dell’esercito francese, generale Robert Georges Nivelle, della Croce di guerra.

GrezzanaEroe buono, come è stato più volte definito, al quale Grezzana, Comune nel quale nacquero i suoi genitori e dove campeggia la piazza principale a lui dedicata, ieri gli ha dedicato una serata organizzata dalla Biblioteca a poche settimane dal centenario dalla morte.

Presenti in Sala Bodenheim Andrea Ederle, presidente della Fondazione Carlo Ederle, nonché nipote dell’eroe, e l’imprenditore Giordano Veronesi, che di Carlo Ederle scrisse in uno dei Quaderni della Lessinia, e precisamente in quello del 2007 in occasione del novantesimo dalla morte.

Gli interventi dei due relatori sono stati intervallati da canti e letture di lettere dal fronte che propri Ederle scrisse prima di cadere in battaglia.

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