Silvia Montanaro è una giovane veronese di 28 anni. Ha lasciato la sua casa in centro a Verona per aprire «Stato Brado», un’azienda agricola in evoluzione che alleva cani pastore e pecore brogne, a Velo Veronese.

Il mondo di Silvia è grande, grande quanto la sua mente e la sua voglia di mettersi in gioco. Voleva fare la «proffe», ma l’idea di lavorare in città la nauseava, visto che l’ha abbandonata a 23 anni per raggiungere la sua Lessinia per investirci. È una bionda con due occhi azzurri che ti scrutano e in cui riesci a leggere la sua tenacia, quella che l’ha condotta da sola in montagna, creando un allevamento unico e polifunzionale con i suoi pastori svizzeri e pastori della Lessinia del Lagorai e Griizot, una sessantina di pecore brogne, un pony e tantissimi cuccioli di cane. Silvia fa un lavoro duro e umile, al freddo, nel fango e nello sterco, con gli animali che a volte non collaborano, ma lei non si dà per vinta: con la fatica e il sudore ottiene grandi risultati. Qualche anno fa, per dire del suo carattere, si presentò ad un evento sulle attività cinofile non solo con tre dei suoi cani ma anche con un’agnella di tre mesi al guinzaglio. Oggi la guardiamo muoversi nel suo rustico di 500 metri quadrati con due ettari di pascolo, e la sua ci sembra essere quasi una scelta spirituale.

Che cosa voleva fare da grande?
Ho studiato a Madrid per insegnare Lingue e letterature straniere perché è quello che mi viene meglio. Spagnolo e inglese li so come l’italiano, il mio tedesco, invece, si sta perdendo negli anni ma me la cavo. Ho iniziato a studiare anche altre lingue però mi serve più tempo. L’idea di insegnare era fantastica: ero e sono molto portata, ma mi implicava scendere a troppi compromessi.

Ha un cognome che si addice al luogo dove vive, che origini ha?
Il mio cognome è del sud, infatti mio nonno paterno è della provincia di Caserta, mio padre invece è di Brescia e mia madre di Verona. Non è uno scherzo il mio cognome, perché non mi manca la città: odio il caldo, il sole e il traffico.

Come è cominciato l’amore per gli animali?
Dopo i miei studi a Madrid, mi sono presa un cane incrocio pitbull, senza sapere niente di questo mondo; quando ho scoperto in che cosa consistesse la razza, ho cominciato, da autodidatta, a informarmi per come gestirlo al meglio; solo che l’ho cresciuto così bene che la gente ha cominciato a chiedermi aiuto. Il mio nuovo interesse si è mescolato alla mia passione per l’insegnamento. Diventando istruttrice cinofila ho capito ancora di più che il mio futuro era proprio lì, tra gli animali, a maggior ragione in Lessinia, luogo in cui sono cresciuta, un posto trascurato ma con tanto potenziale.

Quali attività svolge?
L’attività principale resta la pastorizia con l’allevamento cani e l’addestramento di cani per la pastorizia. Collaboro anche con altre aziende che hanno bisogno di pastori. Oltre alle pecore, ho cani femmine adulte, di cui tre fattrici con pedigree e cuccioli. Ospito tanti volontari che vengono qui per imparare, o persone interessate ai cani o che vogliono far lavorare il proprio quattro zampe con le pecore; nella struttura, infatti, ci sono camere con cui potrei creare un agriturismo o B&B. Finalmente, quest’estate, ultimerò i lavori strutturali alla mia azienda per poter partire ufficialmente con tante attività, tra queste: una piscina e una pensione per cani con casette più giardinetto recintato, la fattoria didattica, la nursery per i cuccioli; voglio offrire uno spazio piccolo, ma con alta qualità del servizio. Ho, inoltre, una convenzione con il comune di Velo Veronese per recuperare a mie spese i cani e le cucciolate indesiderate, che potrà usufruire di due degli spazi della pensione.

Come ha scoperto il pastore della Lessinia Griizot e del Lagorai?
Principalmente allevo pastori svizzeri con pedigree, cioè pastori tedeschi bianchi, con cui faccio cucciolate e competizioni di estetica. In Lessinia, però, vivendo tra le contrade, ho riscontrato l’ingente presenza di due razze: il Grigione della Lessinia, che i vecchi chiamano Griizot, e il pastore del Lagorai. I primi sono cani da vacche molto forti, dal pelo morbido, e da sempre utilizzati in Lessinia, con il ceppo in comune con il pastore bergamasco; i secondi sono una razza di origine trentina, da pecore, che si sono mescolati ad altre razze nell’ultima trentina di anni.

Come si salvaguardano queste razze?
Nessuno si era mai interessato prima a queste razze se non delle associazioni. Per salvaguardarle si raccolgono costantemente dati, perché, stiamo cercando di selezionare le cucciolate, recuperando quelle incrociate per ri-separarle e tornare alla razza pura con l’obiettivo di reindirizzarle al loro ruolo originale: cane da vacche per lavoro con vacche e cane da pecore per lavoro con pecore. In questo processo io sono l’unica, a livello professionale, che ha a che fare con la cinofilia nella Lessinia, e che alleva e seleziona queste razze in via di riconoscimento.

Come avviene la vendita, l’ordine o l’adozione dei cuccioli?
Sono selettiva con i cani ma allo stesso tempo anche con i futuri proprietari, che se non rispondono a determinati requisiti nego loro il cucciolo. Voglio dare al cane la garanzia di una famiglia perfetta e viceversa e, alla fine, sarà sempre il cucciolo a scegliere la persona. L’allevatore deve garantire ai cuccioli una continuità, eliminando i possibili errori a livello genetico, rispondendo agli standard di razza ma che allo stesso tempo sappiano fare anche i cani.


SILVIA E LO SCONFINATO MONDO DI FACEBOOK
Qui le pagine curate da Silvia: Pastore svizzero Verona, Adotta un agnello, Centro di tutela del pastore della Lessinia – Griizot, Stato Brado: cinofilia e tradizioni con la relativa pagina web provvisoria (statobradocinofiliaetradizioni.wordpress.com)