Produrre l’energia necessaria alla Tour Eiffel per illuminarsi attraverso i rifiuti, o ricavare dal siero della ricotta un prodotto di bellezza. Sono solo alcuni degli esempi virtuosi di economia circolare che oggi si sono presentati in Camera di Commercio

Può uno scarto diventare un fattore produttivo? La risposta è naturalmente sì, e si chiama “economia circolare”. Si tratta cioè di quell’economia che è capace di autorigenerarsi grazie all’utilizzo dei materiali di scarto in successivi cicli produttivi e riducendo al massimo gli sprechi. Se n’è parlato oggi in Camera di Commercio a Verona, al convegno “Economia circolare, prospettive nel settore agroindustriale”, dove sono intervenuti diversi attori del territorio, a partire dall’esperienza della Cantina di Soave. In 15 mesi la cantina è riuscita a raccogliere l’energia sufficiente ad alimentare la Tour Eiffel con 62 tonnellate di rifiuti. Un risultato raggiunto, dopo tre anni, dal progetto di riciclo dei supporti in carta siliconata delle etichette autoadesive utilizzate da Cantina di Soave, da anni impegnata sul fronte del risparmio energetico e della difesa dell’ambiente, in una logica di sostenibilità e di economia circolare capace di ridurre significativamente gli sprechi. Così, evitando di mandare in discarica queste 62 tonnellate di rifiuti e decidendo, invece, di riciclarle grazie al progetto RafCycle, gli scarti della filiera sono diventati nuova carta, prodotta dalle cartiere Upm, e la Cantina di Soave ha risparmiato energia 2.738.100 MJ.

Poi è stato il turno di Laura Tinazzi che con la sua azienda Agricola Fondo Prognoi ha fatto della riduzione dello spreco la propria filosofia aziendale: dalla pacciamatura delle piante, al compostaggio, all’utilizzo dell’energia solare tutto è improntato al riutilizzo degli scarti produttivi.

Tra gli esempi di oggi, infine, quello del caseificio Elda srl di Vestenanova, che utilizza il siero di latte per la produzione di ricotta. Dal siero si ricava la ricotta e, di risulta, la scotta: questa sostanza, ancora molto ricca di sostanze nutritive viene conservata, trattata e venduta all’industria che ne ricava prodotti di bellezza.

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