Incontro, appartenenza e, appunto, comunità. Queste le tre parole d’ordine della 15esima edizione del Festival Internazionale dei Giochi in Strada, a Verona dal 14 al 17 settembre. Attese 250 mila persone per la kermesse che quest’anno avrà come ospite d’onore le “Regioni Europee”.

 

«Una comunità non è tale se si chiude e rinuncia ad aprirsi». Queste le parole del sindaco Sboarina che hanno accompagnato la presentazione di quel Tocatì arrivato, a furia di audace passione, quasi alla maggiore età. Da 15 anni sfida paure passate e presenti. Un antidoto allo spettro del terrorismo, che invita a fare delle vie e delle piazze luoghi di relazione grazie a quel linguaggio universale che è, da sempre, il gioco.

Incontro, appartenenza e comunità queste le parole chiave che accompagnano ogni aspetto e dettaglio della Festival Internazionale dei Giochi in Strada, dal 14 al 17 settembre. Accanto alla crescita e salvaguardia delle identità territoriali da sempre obiettivo della kermesse, per questa edizione il Tocatì valorizza la nostra casa comune. L’ospite d’onore saranno , infatti, le “Regioni Europee”, un ventaglio di territori chiamati ad proporre le diverse modalità di lotta tradizionale e di Lippa, un gioco popolare italiano che ha ammaliato tante nazioni del continente europeo.

Ideatore, promotore e costante regia da sempre è l’Associazione Giochi Antichi che, forte del rinnovato patrocinio dell’Unesco, ha avviato la candidatura per includere il Tocatì nel registro delle buone pratiche per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

Attese 250 mila persone al festival, cresciuto sempre di più sotto l’aspetto dell’offerta culturale che attrae moltitudini di appassionati non solo tra i giocatori ma anche tra gli studiosi. Infiniti gli appuntamenti, gli incontri tematici e il corollario di progetti che rendono il Tocatì un vero laboratorio a cielo aperto, intento a fare della parola comunità un avvenimento semplice e quotidiano.

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