"Finalmente anche il Comune di Verona si è reso conto che l’ipotesi del prolungamento della Sp6 lungo il Progno è impraticabile. Ora però vogliamo conoscere i dettagli del nuovo progetto, che ricalca in buona parte la proposta che il nostro comitato va sostenendo da più di due anni".

Così risponde Marta Fischer, presidente del Civivi – Comitato per la Valorizzazione della Valpantena, nonché consigliere Pd dell’Ottava circoscrizione, all’uscita dell’assessore Enrico Corsi, che l’altra sera, chiamato a riferire dal Consiglio dell’Ottava, a sorpresa ha sfoderato un nuovo tracciato basato sul recupero della strada esistente.

"Il prolungamento lungo il progno avrebbe comportato un numero altissimo di espropri, devastando oltre 10 ettari di produzioni agricole pregiate e tolto alla comunità l’attuale percorso ciclo-pedonale. Alla fine si è optato per la soluzione più semplice e meno impattante" aggiunge Fischer. Il nuovo percorso presentato da Corsi lambisce il progno soltanto per un piccolo tratto con una bretellina in trincea che da Quinto arriva alla rotatoria del Giardinetto di Poiano, passando dietro lo stabilimento Veronesi. Dopo la rotatoria il tracciato si ricongiunge con la viabilità esistente, che va riqualificata. Nell’ipotesi originaria il prolungamento era invece una strada completamente nuova che proseguiva fino a collegarsi con la tangenziale Est. La retromarcia del Comune rappresenta un successo per il Comitato, che però avverte:

"Non ci accontentiamo di sapere che Technital ha approntato un nuovo progetto, vogliamo essere chiamati a discuterne i dettagli, soprattutto per quanto riguarda il primo tratto, con gli svincoli per Marzana e Quinto. Tempi e costi di realizzazione devono essere certi" dice Fischer.

Dell’alternativa al prolungamento della Sp6 il Civivi parla da due anni, durante i quali è riuscito a creare un movimento di opinione grazie a decine di assemblee organizzate nei quartieri, appelli alle autorità politiche e civili, e oltre 2 mila firme raccolte.

Associazione CIVIVI

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