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Partiti da qualche mese i lavori di ampliamento del sito di telecomunicazioni che sorge nel comune di Bosco Chiesanuova. La stazione della Lessinia diventerà il punto di riferimento continentale dell’organizzazione internazionale impegnata nel settore della difesa.

di Marina Pistaffa e Matteo Scolari

C’è chi, affettuosamente, l’ha soprannominata la “Palla”, per via di quel curioso involucro tondo e bianco che ricopre la grande antenna parabolica, strumento principe della stazione di telecomunicazioni satellitari NATO di Lughezzano, nel Comune di Bosco Chiesanuova. Una presenza discreta, talvolta rassicurante, quella della base denominata SGS F14 (Satcom Ground Station, che fin dal lontano 1985, anno della sua attivazione, ha sempre convissuto in perfetta armonia con il territorio circostante e con le persone che lo abitano.

Nel settembre scorso, e precisamente mercoledì 14, sono iniziati i lavori di ampliamento della stazione previste dalle linee guida della NATO che già nel 2004 avevano battezzato il sito veronese come idoneo e ideale per lo sviluppo europeo e per il nuovo assetto operativo di cui si sta dotando l’organizzazione di difesa internazionale.
Insieme a quella di Kester, in Belgio, la base di Lughezzano è una delle poche stazioni satellitari fisse attive nel nostro Continente e oggi deve adeguarsi ai nuovi standard di sicurezza e a un’elevata capacità d’azione. Ecco il perché  del progetto di ampliamento che durerà per tutto il 2017 e parte del 2018.

«Il progetto prevede l’installazione di altre tre parabole oltre a quella già esistente» spiega il comandante di SGS F14, il tenente colonnello Diego Fasoli, che aggiunge «Una avrà il diametro di 12 metri, come quella già presente, chiamata dai residenti “La Palla”, e due di 16 metri, per poter rendere la stazione “flessibile” alle esigenze dell’Agenzia»

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«Abbiamo cominciato con una prima fase di adeguamento infrastrutturale e con la creazione delle fondamenta su cui impiantare le altre tre antenne. Proseguiremo nei prossimi mesi col vero e proprio adeguamento tecnologico dei sistemi di telecomunicazione» prosegue Fasoli «Questo porterà alla creazione di una nuova base NATO  molto attrezzata, adeguata all’attuale evoluzione della componente trasmissiva e tecnologica e seguita da personale esperto». La realizzazione di questo progetto è affidata alla SELEX (ora LEONARDO Lt), realtà industriale globale nel settore dell’alta tecnologia e protagonista chiave nell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

 

«La complessità delle opere di ampliamento hanno richiesto la partecipazione di aziende straniere e italiane e hanno reso indispensabile la collaborazione con realtà operanti sul territorio veronese, come Beton Lessinia S.r.l, Scavi Valpantena s.n.c. di Annichini e Tezza, Ferrari BK, il geologo Paolo De Rossi per citare alcuni nomi» sottolinea il Comandante di SGS F14 che ricorda anche il pieno supporto del Comune di Bosco Chiesanuova e del sindaco Claudio Melotti per affrontare questo passaggio importante nel rispetto dei cittadini e dell’ambiente circostanti.

«Per quanto riguarda l’impatto visivo ambientale, installeremo una recinzione in legno perimetrale pensata per creare continuità con il paesaggio che delimiterà il perimetro della stazione satellitare. Sul confine di questa vi sarà, come avviene tutt’oggi, il personale militare con il supporto dei Carabinieri, guidati dal Maresciallo Giuseppe Fichera. Inoltre, per mitigare ulteriormente l’impatto delle future strutture dall’esterno, verrà eseguita una piantumazione, voluta espressamente dalla Regione Veneto. Così facendo, non si andrà a rovinare l’aspetto estetico della zona, che ospiterà l’aggiunta di nuovo personale assegnato alla base, apportando un flusso consistente di persone che si sposteranno e si integreranno senza problemi, come è sempre stato, sul territorio della Valpantena e della Lessinia».

Breve storia del SGT F14

La Stazione Satellitare nasce negli anni ’60 e viene costruita nel 1978, diventando operativa nel 1985. Lo scopo principale è quello, fin dalla sua origine, di mettere in comunicazione l’Italia con gli altri paesi membri della NATO.
Dagli anni ’90 lo scenario geopolitico si è modificato e di conseguenza deve fare anche la NATO, la quale ha intrapreso un rinnovamento dell’assetto operativo. Tale sviluppo verrà applicato anche alla base di Lughezzano, scelta come uno dei due nuovi centri europei.