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A tutte le feste, prima o poi, segue una fine. Tempo di riposo per la stella cadente più famosa d’Italia, quella di Piazza Bra.

Dopo aver allietato con la sua maestosità ed eleganza il Natale di milioni di persone in visita nella nostra città, quest’oggi è stata delicatamente smontata dai tecnici per essere conservata fino alle prossime festività di dicembre 2017.

Alta 70 metri (con un peso di 78 tonnellate), la stella è divenuta ormai simbolo indiscusso del Natale a Verona. Non tutti, però, sanno che questa sontuosa archi-scultura in acciaio verniciato è stata realizzata nel 1984 e progettata dall’architetto e scenografo Rinaldo Olivieri: la sua intuizione giunse guardando una pianta della città, caratterizzata da due grandi vuoti, quello della cavea dell’Arena e quello della piazza antistante.

Fu da questa impressione che nacque una linea ideale, un immenso arco che collega lo spazio areniano con quello urbano, un arco di luce e acciaio che partendo dal tempio della musica va a cadere ed esplodere tra i cittadini.

Come la Tour Eiffel, anche la stella cometa di Verona venne progettata per essere allestita solo per la prima edizione, e con le sue forme moderne all’inizio suscitò non poche critiche. Con gli anni tuttavia i veronesi e i turisti hanno imparato ad apprezzare la sua sagoma inconfondibile e ancora originalissima a distanza di molti anni dalla prima installazione.

Curiosità: una copia in miniatura fu donata a Papa Giovanni Paolo II, a Gorbaciov e a Reagan.

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