Duecentosettanta metri sotto il Lago di Garda c’è il relitto di un mezzo militare statunitense precipitato nel 1945. Dopo anni di ricerche e di frementi attese, un’associazione di Torbole è riuscita ad individuare il relitto e a dare un’identità alle 25 persone a bordo del mezzo ritrovato sul fondale del lago. Sul relitto ora c’è, finalmente, una bandiera americana.

Sotto le acque del lago di Garda si nascondono misteri insoluti che fanno da cornice alle vacanze di uomini e donne da tutto il mondo in cerca di divertimento. Fateci caso, mentre si nuota nel lago non si è coscienti di quello che c’è sotto. Imbarcazioni lo attraversano con la sola certezza della profondità. Una profondità irregolare, che solo alcuni punti di riferimento possono segnalare.

A duecentosettanta metri, all’altezza delle spiagge di Torbole, giace da più di mezzo secolo un mezzo militare statunitense, affondato il 30 aprile del 1945. A bordo c’erano ventisei uomini, di cui un bagnino, il caporale Thomas Hough, l’unico che riuscì a salvarsi dopo l’affondamento dell’anfibio. La bandierina americana è stata piazzata sul mezzo solo lo scorso ottobre, dopo anni di ricerche, e l’immersione di un sommergibile specializzato. La storia di questo relitto ha le sue radici proprio in quel tragico giorno di primavera del 1945, quando l’allora bambino Carlo Bombardelli sentì le grida dell’unico superstite, il caporale Hough, mentre si trovava in acqua. Degli altri venticinque non si seppe più nulla.

Ad indagare sull’accaduto è stata l’associazione Benàch di Nago-Torbole, assieme ai Volontari del Garda, che nel 2012 è riuscita ad individuare il relitto attraverso la tecnologia sonar, analizzando un’area di 7 milioni di metri quadrati. Intanto negli anni, le famiglie delle vittime sono state rintracciate e sono rimaste sospese nell’attesa di una risposta. Le ricerche storiche dell’associazione hanno portato alla luce l’identità dei venticinque soldati, che appartenevano alla Decima Divisione da Montagna.

Lo scorso ottobre, conoscendo le coordinate della zona nel quale giaceva il Dukw americano, l’associazione Benàch ha approfondito gli studi, andando a vederlo da vicino a duecentosettanta metri di profondità. Per farlo è stato necessario l’utilizzo di un sommergibile specializzato, che si è calato nelle acque scure e verdi del lago con a bordo tre persone. Tra queste anche il colonnello Jeff Patton, che all’epoca era l’Addetto Aeronautico all’ambasciata americana. Il relitto è stato fotografato e filmato, e con il materiale raccolto l’associazione non esclude di provvedere alla realizzazione di un documentario. In occasione delle immersioni si è cercato di fare luce anche sulle zone circostanti, nella speranza di trovare eventuali reperti, come il cannone che si trovava sull’anfibio prima dell’affondamento.

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