Stefano, partiamo con qualche cenno storico: quando è nato il Festival e quali obiettivi persegue?

Il Festival del Cinema Africano è nato nel 1981 da un’iniziativa della rivista Nigrizia, dei padri comboniani (a quel tempo il direttore era padre Alex Zanotelli) e del Centro missionario diocesano di Verona, il cui direttore era don Sergio Marchegiani. Lo scopo è quello di dar voce all’Africa, alla sue tradizioni e alla sua gente. La rivista esisteva già, appunto, quindi si è pensato al cinema, come strumento che potesse aggiungere qualcosa in più, approfondendo la conoscenza delle realtà del continente africano.

Dal 5 al 14 novembre ci sarà la 46esima edizione: davvero un bel traguardo.

Sì, è stato un percorso molto lungo e, aggiungo, costante nel tempo, perché dall’81 in poi non abbiamo saltato nemmeno un’edizione, neanche il Covid ci ha fermati: nel 2020 abbiamo organizzato un’edizione completamente online ed è stato un successo, i film che abbiamo programmato sono stati visti in 44 Paesi nel mondo. Abbiamo avuto più di 13.000 spettatori, un numero che davvero non ci aspettavamo. Per questi motivi, anche quest’anno, manterremo una sezione online con alcuni cortometraggi, per cui il pubblico potrà seguire anche questa parte oltre alla programmazione consueta del Festival.

Possiamo dire che si tratta di un Festival che passa da una dimensione locale a una ben più ampia, accessibile a chiunque

Esattamente. Anche questa è una bella una bella novità, perché di fatto la pandemia ci ha tolto tanto però al contempo, da alcuni punti di vista, ci ha fatto scoprire e cogliere delle opportunità come questa.

Quali saranno gli appuntamenti più importanti dell’edizione 2021?

Dal 5 al 14 novembre, nella sala del cinema Santa Teresa, ci sarà la programmazione di due sezioni in concorso: “Africa Short” relativa ai cortometraggi e “PanoramAfrica”, dedicata invece ai lungometraggi, con una giuria internazionale. Un vero e proprio percorso attraverso l’Africa grazie al cinema. Poi ci sarà anche un festival “in tour”, che toccherà circa 25 località della provincia, il quale però è stato posticipato a febbraio. Oltre al cinema, ci saranno anche presentazioni di libri, una mostra presso il Museo africano e molto altro. Ci saranno poi anche racconti di viaggio, delle proiezioni speciali, in modo particolare una collaborazione che faremo prima del Festival con il Circolo del Cinema.

Abbiamo voluto omaggiare una regista marocchina Maryam Touzani con il suo ultimo film “Adam”. Il 29 di ottobre ci sarà un concerto di lancio di tutto quello che sarà il Festival, al Teatro Camploy, e qui avremo il Gruppo Chorus che farà un concerto con un reading di poesie di Suor Elisa Kidanè.

Un’occasione, insomma, per abbracciare la cultura africana a trecentosessanta gradi: da non perdere.  

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