Riccardo Zuffa, responsabile comunicazione di Fondazione Cariverona

Prima di parlare delle numerose iniziative avviate in tutto il territorio, Riccardo, ci ricorda la mission di Fondazione Cariverona?

Il nostro obiettivo è generare cambiamento, essenzialmente con un piano pluriennale avviato nel 2020 che ci impegnerà fino al 2022 in tre settori prioritari per noi: la protezione e cura dell’ambiente, la valorizzazione del capitale umano e l’innovazione sociale, senza mai dimenticare di ascoltare le urgenze segnalate dalla comunità.  

Di comunità si è parlato anche il primo ottobre con una delle vostre iniziative, dal titolo “Non sono un murales. Segni di comunità”: un evento collettivo in occasione della Giornata europea delle fondazioni. Come si è svolta questa giornata?

È stata una giornata promossa dall’associazione che raggruppa le 86 fondazioni di origine bancaria che lavorano su tutto il territorio nazionale e che vedono la nostra realtà lavorare su Verona, Vicenza, Belluno Ancona e Mantova, coinvolgendo dei giovani attori delle scuole primarie nella realizzazione di un murales a partire da un’opera dell’artista Lorenzo Di Bari da collocare in un luogo che a Verona poteva avere una sensibilità particolare, nell’area degli ex Magazzini generali. Abbiamo fatto rete con due realtà del territorio con cui collaboriamo: la sinergia con gli altri è uno dei mantra principali. Abbiamo lavorato con il Children’s Museum di Verona, realtà innovativa, con Urbs Picta, che ha delle competenze molto forti per quanto riguarda l’arte contemporanea, coinvolgendo una ventina di giovani studenti per realizzare un murales che è stato poi inaugurato il primo ottobre appunto. Un progetto per dare un segno, quello di una squadra che lavora per il bene comune, che si è svolta in contemporanea in oltre cento città d’Italia.

Ci colleghiamo al riferimento che ha fatto poco fa, ovverosia all’associazione Urbs Picta: state portando avanti un’altra iniziativa insieme, vero?

Sì, stiamo svolgendo un’altra iniziativa che si collega sempre all’idea del cambiamento, dell’innovazione e quindi della creatività: un’esposizione fotografica presso la nostra sede, “How many landscapes?”, con un corpus di opere che è nella nostra collezione di Gabriele Basilico, uno degli autori più conosciuti nell’arte fotografica del contemporaneo italiano. Questa mostra è stata aperta sabato e sarà visitabile da qui a dicembre. A essa però abbiamo voluto collegare anche un progetto con l’obiettivo di creare delle competenze, che è uno dei temi che ci sta più a cuore, perché è uno sguardo sul futuro e sulle giovani generazioni: si tratta di un corso dedicato a loro fatto assieme all’Università di Verona, allo Iusve, insieme all’Accademia di Belle Arti di Verona per valorizzare le loro competenze e la nostra collezione.

Oltre a quelle che ha appena citato, sappiamo che le idee in corso d’opera e in cantiere sono veramente tante

Le iniziative sono tante e lo strumento che utilizziamo, e che ci viene chiesto anche della normativa che regola il nostro settore, è quello del bando: per fare un altro esempio, nel campo dell’innovazione sociale, abbiamo predisposto per le cinque province un percorso di formazione che si chiamava Future Up. Su tutte e 5 le province hanno aderito più di 270 cittadini, perché la novità era di avere aperto questo percorso di formazione per creare competenze a tutti non essendo legati a un ente o a un’associazione, ma a tutti: per 160 di loro abbiamo svolto cinque percorsi formativi per far acquisire delle competenze che ora potranno essere messe a frutto in un bando, a partire da novembre, dedicato appunto all’innovazione sociale, con una dotazione economica importante. Crediamo che questo tipo di percorsi possa generare un impatto notevole sul territorio.

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