E’ il nuovo progetto che ha coinvolto 120 ragazzi delle scuole elementari di Poiano, Quinto, Santa Maria in Stelle e Novaglie, volto a formare cittadini consapevoli, attivi e responsabili. Promotori il CiViVi (Comitato Valorizzazione Valpantena), l’Associazione ApertaMente onlus, le operatrici volontarie (ex insegnanti) e un fotografo vide-operatore. Prevista l’11 aprile, a Poiano la presentazione dei risultati.

Il percorso casa-scuola è una costante nella quotidianità dei ragazzi e su questo si è basato il progetto. L’ideatrice Marisa Venturi, esperta di educazione ambientale, lo ha definito di «cittadinanza attiva», ed ha preso lo spunto da un incidente avvenuto in Via Valpantena, costato la vita ad un ragazzo e che ha gettato sconforto tra i suoi compagni e le loro famiglie. Allora perché «non riflettere sul tema della mobilità», partendo dalla bassa Valpantena, coinvolgendo i ragazzi, attivandoli nell’osservazione di segni e segnali sulle proprie strade?».
Il ragionamento è semplice. I genitori constatando i pericoli sulla strada, portano a scuola i loro figli in auto e il traffico aumenta: meno bambini vanno a piedi (o in bici) più aumenta il traffico (il classico cane che si morde la coda).
«Formare, informare e cercare di trasformare un circolo vizioso in circolo virtuoso, con la complicità dei ragazzi stessi, attivando comportamenti corretti. Questo l’obiettivo che ci siamo proposti» racconta Marta Fischer, presidente dell’Associazione CiViVi.
Un progetto che per la sua peculiarità è entrato nell’offerta formativa dell’anno scolastico 2013/2014 dell’Istituto comprensivo 16 della Valpantena, dopo l’approvazione del Collegio docenti, grazie anche alla disponibilità e collaborazione degli insegnanti delle quarte e quinte elementari, ottenendo anche il patrocinio dell’VIII Circoscrizione.
Il programma prevede due incontri per ciascuna delle sei classi (60 minuti circa) e un’uscita guidata sul territorio. In classe la proiezione di immagini e la sollecitazione alla conversazione verbale e scritta (un questionario); nel secondo step l’incentivazione dei ragazzi ad identificare (con foto o video) i punti critici sulla loro strada; nel terzo step la condivisione della documentazione acquisita (scritta o fotografica) all’interno del gruppo-classe, cercando ed elaborando, assieme ai promotori del progetto, le possibili articolate soluzioni.
La dirigente scolastica Nicoletta Morbioli ha commentato: «noi puntiamo sull’educazione dei bambini al rispetto del proprio ambiente e ad un loro legame forte con la loro realtà. I ragazzi in questo progetto sono stati i veri protagonisti, dei “cittadini in erba”, entusiasti nello scoprire e segnalare comportamenti scorretti di automobilisti e pedoni, nonché dei punti critici strutturali. E’ stato un momento di educazione civica guidata sulla base delle esigenze dei bambini, segnalate nelle loro osservazioni».
Soddisfattissimi anche gli organizzatori i quali, con i ragazzi, presenteranno gli esiti di questo inedito progetto il prossimo 11 aprile all’assemblea plenaria (con i ragazzi delle scuole dell’Istituto, i docenti, le famiglie e le autorità) e condivideranno l’opportunità di diffondere, in un piccolo dossier, il materiale raccolto.

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