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Il Gip di Verona Luciano Gorra oggi ha interrogato quattro dei cinque cellisti accusati di chiedere il pizzo alle pompe funebri. Il quinto operatore è ancora in vacanza all’estero e tornerà lunedì.

Sono cominciati stamattina i primi interrogatori a quattro dei cinque cellisti dell’obitorio del Policlinico di borgo Roma accusati dalla Procura di Verona di concussione e associazione a delinquere per tangenti sui morti. Il quinto operatore è ancora in vacanza all’estero e rientrerà lunedì. Gli interrogatori sono cominciati alle 10 e si sono svolti nella stanza del Gip del Tribunale di Verona Luciano Gorra a distanza di mezz’ora uno dall’altro. Due operatori si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

I cinque, secondo la Procura che vanta esposti- denunce, filmati e intercettazioni, chiedevano mazzette a una dozzina di pompe funebri per sistemare le salme in condizioni presentabili. “Una prassi consolidata e diffusa” l’hanno definita i magistrati. Un sistema che andava avanti da molti anni.

Le pompe funebri coinvolte, secondo un esposto dell’Agec, erano espressamente consigliate ai parenti del defunto dagli stessi operatori. “Di fatto è una regola non scritta che io e l’azienda abbiamo ereditato” si è giustificato davanti ai magistrati il titolare di una di esse.

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