Promette lirismo e commozione la kermesse cinematografica unica nel suo genere in Italia. 31 Paesi, 56 pellicole da tutto il mondo si incontreranno in questa narrazione comune dal 19 al 27 agosto nella montagna veronese, a Bosco Chiesanuova.

Il nome di un bambino si decide con una melodia in alcuni paesi dell’India dimenticata. Lo sanno in pochi, ma lo scopriranno in molti grazie ad una delle 56 pellicole in programma per la 23esima edizione del Film Festival della Lessinia, che da oltre un ventennio racconta i sospiri e le fatiche della vita nelle terre alte.

 

Nove giorni di proiezioni, 21  anteprime italiane, film che arrivano da tanti frammenti di mondo. Dall’Europa all’ Argentina passando per Cile, Nepal e, quest’anno, persino il piccolo Myanmar. Controverso e potente il tema scelto, quasi “fuorilegge” come precisa il direttore artistico Alessandro Anderloni.

Banditi, contrabbandieri, passatori. Quest’anno il Film Festival sarà al “limite della legalità”, per raccontare la montagna come teatro in cui hanno luogo storie di sopravvivenza e morte, di fuga e emigrazione, di attraversamento dei confini geografici e socio-politici, di scoperta ed esplorazione.

 

Accanto alla preziosa retrospettiva spazio, appunto, alla cinematografia internazionale con la migliore produzione dell’anno declinata nelle diverse sezioni.  Oltre alla ventina di opere in concorso, numerosi i lungometraggi e i corti fuori dalla corsa alla Lessinia d’Oro. Lontano dalla sala, ci sarà poi da perdersi tra escursioni, concerti e incontri.  Tanti i nomi che sfileranno in Lessinia, dall’autore Maurizio Maggiani allo scrittore Paolo Rumiz e all’antropologo Annibale Salsa. Torna come una sorta di festival nel festival, infatti, l’attesa e ormai consolidata rassegna culturale “Parole Alte” frutto di un sodalizio rinnovato con l’ateneo scaligero.

Il  film di apertura che tutto farà cominciare sarà “Vazante” di Daniela Thomas che condurrà il pubblico tra i silenzi delle montagne della Diamantina, in Brasile. Ispirazione e fascino  sono affidati  alla pellicola del regista Alessandro Comodin chiamata a chiudere l’edizione 2017. La fiaba che incantò l’anno scorso Cannes, porta un titolo che è pure un mezzo augurio: “I tempi felici verranno presto”. In questo caso, il prossimo 19 agosto.

 

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