tosi

L’ex sindaco ieri sera, dopo 10 anni, è tornato a sedersi tra i banchi dell’opposizione, che lo hanno visto indiscusso protagonista fin dagli anni ’90 come leader nascente e ruspante della Lega veronese.

Dicono che si nasce incendiari e poi si diventa pompieri. Ma la vita di un politico è costellata di fasi, quelle dii lotta e quelle  di governo, a seconda della temperatura che segna il termometro del potere.

Flavio Tosi le elezioni comunali le ha perse, con onore, ma sempre di una sconfitta si tratta, così lui – forse l’unico erede per carisma e gestione del potere di Re Lele, lo storico sindaco degli anni ’80 Gabriele Sboarina – ieri si è ritrovato per la prima volta dopo 10 anni a occupare i banchi dell’opposizione in Consiglio comunale. Un Tosi di lotta contro, guarda i casi della vita, un altro Sboarina, Federico, il cugino di secondo grado di Lele.  Un ritorno alle origini, quello di Tosi: “Torno all’opposizione dopo 10 anni da sindaco, farò un opposizione responsabile, rispettosa delle istituzioni, cercherò di portare avanti quello che di buono abbiamo fatto nei nostri dieci anni”.

Certo, il Tosi d’antan era un politico ruspante, un leghista emergente che negli anni ’90 non mancava di inscenare proteste radicali e anche rumorose, quello di oggi ha una veste più moderata e istituzionale . Il leader di Fare! pone l’accento sui tempi cardine: “Traforo, arsenale e filobus. Sul filobus bisogna proseguire, sul traforo c’è confusione da parte della maggioranza, sull’Arsenale sbagliato tornare indietro

 

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