Il bando per il trasporto pubblico locale si farà, come ha stabilito la delibera provinciale di ieri. Il come spaventa molti. Ad atterrire è l’ipotesi che la rete urbana e quella extraurbana non finiscano nelle mani di gestore unico. «Si manda in fumo 12 anni di lavoro per lo sviluppo del servizio» accusa il Pd. Categorico Michele Bertucco: «L’inettitudine al governo».

La gara ci sarà. Ma quale gara sarà, questo il dilemma. Il bando per l’affidamento del servizio pubblico locale sarà presentato entro la fine dell’anno, a stabilirlo ieri il consiglio provinciale. Ma un grande interrogativo si apre. Spaventa in molti l’ipotesi che la rete urbana e extraurbana siano scisse e non finiscano nelle mani di un gestore unico. Le cose potrebbero smettere di funzionare come hanno fatto fin ora, con ATV che ha le redini del trasporto pubblico locale.Un cerotto l’ha provato a mettere il consigliere provinciale delegato ai trasporti Matteo Pressi con un emendamento per riportare il bacino di Verona ad un unico lotto. Ma bisogna aspettare il verdetto dell’Autorità Nazionale Trasporti per capire se la scissione sarà, effettivamente, scongiurata.

“La decisione presa dai tecnici dell’Ente di Governo riporta il trasporto pubblico indietro nel tempo”, insorge il Partito Democratico. Anche perché “i giochi erano fatti”, stando a Michele Bertucco di Sinistra in Comune. In ballo c’è molto. Andrebbe in fumo, come ricordano i dem, “il tentativo decennale per la riunificazione del servizio urbano ed extraurbano in una sola azienda, l’integrazione delle rete e delle tariffe tra Comune e Provincia, le sinergie che hanno consentito di fare passi in avanti nello sviluppo del Tpl”. Intanto i consiglieri comunali Pd chiedono che Provincia e Comune si parlino prima di disegnare il futuro della mobilità veronese, ciascuno per conto suo.

 

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