SELVA DI PROGNO – Fiabe, racconti e credenze popolari. È lo straordinario mondo dei Cimbri, quel popolo di cui gli abitanti della Lessinia sono fieri eredi. E se la gente comune a malapena conosce la propria origine, molti sono invece gli studiosi di storia e di linguistica che da anni studiano le radici ma anche la lingua di questo popolo.

Proprio qualche giorno fa è stato presentato a Selva di Progno il libro <italic>Das Zimbrische von Giazza. Zeugnisse und Quellen uns einer deustchen Sprachinsel in Oberitalien</italic>, ovvero <italic>Il Cimbro di Giazza. Testimonianze e fonti da un’isola linguistica tedesca nel Norditalia</italic>. Il volume, è stato illustrato dallo stesso autore, Ermenegildo Bidese, in occasione dell’assemblea annuale del Curatorium Cimbricum Veronense, l’associazione che del 1974 si dedica alla conservazione della lingua e della cultura della tradizione cimbra.

Bidese, professore universitario di linguistica dal 2007 e ricercatore di lingua e traduzione tedesca presso il Dipartimento di Studi letterari, linguistici, filologici dell’Università di Trento, si occupa da tempo dello studio dell’antica lingua lessinica. Nel libro ha raccolto i racconti del dialettologo bavarese Bruno Schweizer (1897 – 1958), che negl’anni Trenta e Quaranta raccolse nella località di Giazza diverso materiale linguistico sul Cimbro.

Con le tecniche di indagine empirica e il supporto tecnico più moderno allora a disposizione, Schweizer riuscì anche a trascrivere saghe, racconti popolari e canti. Il materiale venne in parte pubblicato nel 1939 e ora, grazie all’opera di Bidese, viene resa disponibile anche la traduzione italiana, mentre un dvd rende per la prima noto al grande pubblico il lascito di Schweizer: registrazioni sonore, foto e sequenze di un breve film, prodotto all’epoca dal dialettologo.

Si tratta dunque di un grande archivio, di 250 pagine, ricco di materiali inediti, su quello che ancora oggi è considerato il cuore della tradizione cimbra, ovvero la frazione di Ljetzan-Giazza. Qui, vi soggiornò lo stesso Bruno Schweizer più di settant’anni fa. All’epoca, il linguista tedesco era attivo all’interno della Ahnenerbe, la società di ricerca e insegnamento dell’eredità ancestrale (ovvero, ariana). Diretta dallo stesso Heinrich Himmler, si basò principalmente sulle ricerche riguardanti la storia della razza germanica. Schweizer, nonostante dovesse ricoprire un ruolo istituzionale, non fu mai un membro del partito e delle SS, e fu particolarmente dedito alla ricerca sulla lingua cimbra.

Jessica Ballarin

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