Un ragazzo gli ha detto che ha paura del futuro «perché dovrà accontentarsi». Ad Andrea Dusi, startupper di lungo corso e fondatore di un’impresa di grandissimo successo, è sembrata «una brutta cosa da pensare». Ha ideato “10 volte meglio” un partito di innovatori per «cambiare l’Italia non solo un po’, ma radicalmente». L’appuntamento è per le elezioni del 2018.

Nell’Italia dei condizionali, spesso affossata da stanchi e sempre uguali periodi ipotetici, il veronese Andrea Dus,  startupper di lungo corso e imprenditore di successo vuole parlare di futuro, come si dice in questi casi, con la “F” maiuscula. Proprio lì nei corridoi della politica dove quel futuro si invoca ma spesso si pratica poco. Il quarantenne veronese, reduce dal vendita milionaria della sua innovativa azienda nell’ambito del turismo, ha inaugurato a Milano il suo progetto politico battezzato “10 volte meglio”. L’obiettivo, neanche a dirlo, sono le politiche del 2018.

A Dubai c’è un ministro per l’intelligenza artificiale. In Italia Dusi auspica almeno un ministro per il futuro. Un dicastero ovviamente tutt’altro che rigido ma che sappia declinarsi in ambiti centrali come istruzione, turismo, occupazione. Assieme a lui, nell’avventura politica un pool corposo di imprenditori, studenti e ricercatori. Una squadra di 400 persone.

Chi vive di idee si ricorda perfettamente quando iniziano. Mentre raccontava ai studenti dell’ateneo scaligero la sua storia, uno studente gli ha detto che ha paura del futuro, «perché sa che dovrà accontentarsi». Da lì è iniziato tutto. Il progetto mira a rivoluzionare a 360 gradi il sistema, affrontando temi di un’attualità imperativa, storpiati e poco capiti della classe politica. Per lavorare non solo con le sfide tecnologiche del presente ma misurandosi già ora con quelle che arriveranno tra 20 anni.

 

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