Un ritorno alle origini. Un viaggio per riscoprire la genuinità del mondo e delle persone, con il massimo risparmio. Ecco l’economia del dono.

L’evoluzione sociale, economica e tecnologica che l’uomo ha raggiunto nel corso degli anni non sembra oggi essere sufficiente e capace di risollevare le sorti finanziarie del nostro Paese e dell’intera Europa. Il problema non sembra trovare una innovativa ed efficace soluzione: l’economia di mercato soffoca sempre più le famiglie e vaghe sono le risposte dal mondo politico. Come comportarsi? Per i giovani più intraprendenti e per coloro che non hanno ormai nulla da perdere nasce l’economia del dono. Tomi, un finlandese che ha saputo rinunciare al denaro e ha riscoperto la bellezza della vita in comunità, ha scritto “Il denaro ha avuto il suo luogo e tempo nella storia dell’uomo, ma ora è una istituzione obsoleta che fa più male che bene”.
L’economia del dono è un ritorno alle origini e una riscoperta dell’antico metodo del baratto, tipico delle società primitive. Ma non solo: uno scambio reciproco di beni, azioni e conoscenze, che permetterebbe di vivere lontani da banconote e monete. Fondamentale è l’instaurazione di amicizie e rapporti solidi, grazie ai quali ognuno può soddisfare i bisogni quotidiani per vivere, dal cibo al lavoro. Le persone che hanno intrapreso questa strada tuttavia non sono degli idealisti e rivoluzionari che vogliono abbattere il sistema capitalistico e le sue strutture mediatiche. Essi hanno semplicemente sottolineato che il denaro non crea le cose e che queste si realizzano solo grazie al lavoro manuale, alla ricerca e all’ingegno. Il denaro è un mero strumento artificiale di relazione, frutto della società moderna, che rende schiavi gli uomini. Con questa convinzione molti hanno deciso di abbandonare le proprie ricchezze per comprendere che è possibile sopravvivere, forse non per sempre, anche lontani dal denaro, o almeno ignorarne il valore. Solo in questo modo è possibile cogliere l’essenza della vita, i suoi valori fondamentali e le profonde emozioni della gente.
L’economia del dono tuttavia non è rimasta un’utopia. Molte sono le persone che nel mondo hanno adottato questo stile di vita. Nel suo blog “NowGasm”, Tomi Astikainen racconta settimanalmente la sua avventura e le esperienze di vita quotidiana dopo aver deciso di abbandonare famiglia e averi per intraprendere la vita del girovago. Tomi, laureato in organizzazione e management, è partito per questo lungo viaggio nel giugno 2009, con una grande convinzione: aiutare gli altri in modo disinteressato, affidandosi al destino dell’universo. Da più di tre anni egli viaggia cercando dimora presso amici o nuovi conoscenti ma d’estate la natura e il cielo stellato diventano la sua casa. Il suo lavoro, come racconta nel blog, è speciale: l’assiduo sostegno e aiuto al prossimo, la costruzione di relazioni vere, stabili e raccontare tutto ciò. Negli anni Tomi ha infatti scritto alcune storie, ispirate alle persone incontrate e alle loro vite, tutte pubblicate gratuitamente sul proprio blog. Il viaggio gli ha permesso inoltre una profonda crescita spirituale e la scoperta di nuovi orizzonti culturali, tanto che dichiara “non sono qui per cambiare il mondo ma perché sia il mondo a cambiare me”. Questa scelta di vita presenta anche molte difficoltà e affrontarla si trasforma in una sfida personale. La mancanza di denaro può risultare problematica in caso di malattia ed ogni giorno si trasforma in un’avventura romanzesca.
Una decisione simile e più radicale è stata presa da Daniel Suelo, cinquantunenne originario di Denver (Colorado). Stanco di affrontare i problemi quotidiani e di essere schiavo del denaro, nel 2000 Suelo ha deciso di abbandonare la propria abitazione per trasferirsi in una caverna di pochi metri quadrati e sopravvivere mangiando riso, fagioli e ciò che la natura offre. In un intervista egli ha raccontato “Il denaro è una trappola, è la culla dell’infelicità e dei dissapori tra gli uomini”. Daniel dunque non possiede più un’auto, un conto in banca e nemmeno i propri documenti d’identità, riscoprendo la vita del perfetto primitivo. La sua esperienza viene raccontata periodicamente grazie ad un blog da lui curato, che gli permette di rimanere in contatto con amici e il mondo stesso. E in questa esperienza, anche le donne si distinguono. La tedesca Heidemarie Schwermer, già ultra sessantenne, nel 1996 ha accolto l’economia del dono, inventandosi ogni giorno la propria vita. I lavori svolti sono svariati: dalla cura della casa in cambio di alloggio, baby-sitter e scrittrice. Il denaro ricavato dalla vendita del suo libro “Vivere senza denaro” viene completamente devoluto in beneficenza, in quanto Heidemarie ritiene che la ricchezza sia diventato un modo per definire il valore di ognuno, “chi ha tanti soldi viene considerato una persona di valore”, dichiara lei stessa.
E per chi volesse intraprendere la stessa strada, ecco alcuni consigli estrapolati dalle loro esperienze: non ci sono stranieri, ma solo amici che non hai ancora incontrato; donare i propri beni superflui agli altri riduce l’atteggiamento materialista e il bisogno compulsivo di acquistare; nutrirsi di cibi provenienti da supermercati e ristoranti ma non vendibili perché prossimi alla scadenza. Da alcuni anni sono molto apprezzati i sistemi di scambio locale e le banche del tempo, che erogano monete utilizzabili solo in particolari società e territori, senza il controllo delle banche private. In questo modo sono ridotti gli interessi personali e le persone sono incentivate ad instaurare rapporti veri, basati sulla solidarietà e altruismo. L’economia del dono in Italia è ancora poco diffusa ma molti sono coloro che per affrontare la crisi hanno adottato il metodo “vivi con meno”, ad esempio, riscoprire gli antichi metodi naturali per curarsi e dare una seconda vita agli oggetti.

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