Pitu

«Per molti anni a Natale, ho scolpito alcune statue del Presepe che poi sono state collocate in Piazza Erbe, qualcosa che mi ha riempito di grande gioia – ci racconta – ma è stato meraviglioso anche vedere posizionato nella fontana del Parco di fronte alla chiesa di Santa Croce il Veliero che avevo costruito. Quello che ho sempre aspirato è di poter avere spazio per costruire Bellezza».

Un nome il suo che sembra richiamare il celebre pittore cinquecentesco ma che invece, per Pitu, vuole rappresentare la sua nuda esistenza. Una vita in semplicità, circondato solo dalla sua arte, che da qualche anno, nella vecchiaia, trascorre a Lugo, aiutato anche dalla generosità dei suoi vicini e di chi nei ricordi ha sempre apprezzato la sua arte.

Proprio il mare e le sue meraviglie sono tra i suoi soggetti preferiti, «ma in generale la natura, infatti tra i molti quadri, i girasoli sono spesso protagonisti delle mie opere». Una passione che non si esaurisce nell’arte pittorica, ma che arriva anche alla musica, in particolare per quella classica. «Per molti anni ho anche suonato nel quartiere di Santa Croce ma anche nelle altre città in cui sono stato, Imperia, Savona Venezia e Lendinara».

«Nelle mie creazioni mi faccio guidare dall’ispirazione, per questo ogni mia opera è diversa – aggiunge – e cerco gli angoli più particolari di Verona per poterli raccontare in modo unico e irripetibile. Non è detto che se provo a rifare un dipinto lo ripeta uguale, dipende dall’emozione del momento. A volte un’opera è fatta anche per essere criticata, e deve essere così».

Ancora ha un sogno nel cassetto Pitu: vedere Napoli, una città «bella, sorridente, sorprendente». Ma soprattutto di poter esporre un’ultima volta le sue opere, un sogno che, nel mese di ottobre, si realizza grazie all’ospitalità della Baita degli Alpini di Poiano, nella quale è possibile visionare alcune delle sue opere e, su offerta libera, anche acquistare. «Ancora adesso sto lavorando su scorci di panorami, cercando di creare tele piccole ma preziose».

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