Cambiamenti climatici e un’estate, quella in corso, particolarmente calda e siccitosa hanno anticipato a metà agosto l’inizio della raccolta

Strade veronesi affollate di mezzi agricoli, in particolare di trattori pieni di cassette d’uva, già da metà agosto. La raccolta anticipata delle uve nel veronese come in gran parte del nord Italia è una delle conseguenze di un clima che sta cambiando e di una stagione, quella in corso, particolarmente siccitosa e calda.

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Stefano Casali, tecnico agronomo Cantina Valpantena

Un trend, quello dell’anticipo, che si conferma da tempo come ci spiega Stefano Casali, tecnico agronomo veronese: “Quest’anno siamo in anticipo di circa una decina di giorni rispetto al 2016. In generale è un andamento che si ripete da qualche stagione a questa parte. Certo che raccogliere il merlot a metà agosto a me non era mai capitato“.

Una condizione di stress per le viti come precisa l’agronomo: “Tutta la fisiologia della pianta e del grappolo viene lievemente compromessa, nella tenacia delle bucce e nell’aspetto del grappolo, anche nella sua colorazione. La pianta subisce uno stress e le conseguenze si materializzano anche in un prodotto che non è tipico delle nostre aree, per la siccità, per il caldo eccessivo. Qui a Verona è un anno che non piove”.

Casali rassicura sulla qualità dell’annata: “Il prodotto finale è comunque di qualità, le cure agronomiche che stiamo facendo assieme ai coltivatori, sempre più presenti sul campo, sono commisurate al cambiamento climatico”.

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