Un podio tragico quello che porta a casa la nostra città. Prima nella classifica alla quale nessuno vorrebbe partecipare. Con 28 vittime nel 2018, Verona guida il bilancio regionale degli infortuni mortali sul lavoro.

Impietosi i dati divulgati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega che rende conto delle 113 vittime in Veneto da gennaio a novembre 2018. Morti silenziose, durante giornate di lavoro iniziate come le altre e mai, però, finite. Quasi la metà di chi non c’è più aveva un’età compresa tra i 40 e i 54 anni.

Nel 2017 furono 84. L’anno appena chiuso vede Padova e Treviso con 19,  Venezia con 16, Vicenza con 14, Belluno con 9 e Rovigo con 8. Ma ha proporzioni drammatiche anche il trend della Penisola intera: ogni anno muoiono in Italia circa mille lavoratori. In 10 anni, 10mila persone sono scomparse così, in cantiere ma non solo. “Come se un piccolo paese fosse stato inghiottito nel nulla, cancellato per sempre dalla cartina dell’Italia” aveva detto Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega, lo scorso 20 dicembre, all’inaugurazione della Variante alla Sp6 dei Lessini. A tagliare il nastro dell’opera infrastrutturale era stata proprio una mamma con tutto il dolore di un figlio perduto. Il suo Pasquale è morto travolto da una lastra di cemento armato (di 41 tonnellate) il 21 giugno del 2018, a 42 anni, mentre era impegnato nel cantiere di Poiano. A settembre è nata la sua terza figlia che del padre saprà solo i ricordi raccontati.

 

La nostra Regione è la più insicura (seconda solo alla Lombardia). Il numero degli infortuni non mortali, passati da 68.963 a 70.837 (quasi 2mila in più nel 2018) parlano da soli. Verona, è di nuovo, purtroppo in cima con 14.959 l’anno scorso.