Repubblica Veneziana

Passati gli Scaligeri il destino della nostra città si tinse dei colori della Repubblica di Venezia. Verona rimase infatti sotto il suo stretto dominio per quasi quattro secoli. Tutto ebbe inizio nell’estate del 1405, quando il Doge Michele Steno assecondato dal Gran Consiglio, accolse gli ambasciatori veronesi che consegnarono loro le chiavi delle mura cittadine.

Sul piano economico i veneziani si fecero subito sentire, imponendo pesanti dazi sulle principali attività commerciali e strategiche che nel passato avevano portato ricchezza alla città come la produzione e il commercio della lana. Settore che cadde in crisi profonda anche per una nuova produzione che ne soppiantò l’importanza: la seta. Nelle campagne veronesi si diffuse infatti la coltivazione del morar (il gelso) le cui foglie sono indispensabili nella bachicultura.

Venezia, anche per sostenere le sue attività militari, aveva una continua necessità di risorse economiche. E Verona, come per le altre città soggette al dominio lagunare, fungevano da vero e proprio bancomat per i Dogi Veneziani. Questo portò a un congelamento progressivo della vitalità dei commerci e dell’artigianato che fin dai tempi del Comune avevano caratterizzato e reso influente la nostra città.

Uno dei principali simboli del dominio veneziano è presente ancor oggi in Piazza Erbe. Sempre nel 1405, il gonfalone fu issato sull’antenna della piazza, di fronte a Palazzo Maffei. Il leone di San Marco, con il vangelo aperto e con la scritta Pax, rappresenta simbolicamente San Marco l’Evangelista.

Il leone con la coda bassa rappresenta tuttavia anche un altro monito ossia che in quei tempi e qui da noi, comandavano i veneziani.

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