Uno strumento consensuale per amministrare la cosa pubblica, i beni comuni, non autoritativo, ma partecipativo e costruttore di co-valore. Questa è la sussidiarietà, uno strumento che aiuta i costi di gestione del bene pubblico e crea consapevolezza nei cittadini sulla complessità della governance dei territori. 

E il Comune di Verona si è rivelato virtuoso: nel 2015 ha messo sul tavolo un atto d’indirizzo proprio per la sussidiarietà e nel 2017 ha varato il regolamento inerente, fino ad oggi, quando vede la luce un vademecum per amministratori e cittadini  per l’attuazione delle proposte di sussidiarietà orizzontale, perché l’abitante possa sentirsi parte della vita cittadina.

«E’ importante questo atto di collaborazione con i cittadini – ha aperto i lavori l’assessore Francesca Briani – perché Palazzo Barbieri è la casa dei veronesi, ed oggi pubblicare le linee guida per questo utile strumento è il frutto di alcuni anni di lavoro e dell’aver messo a confronto le esperienze di questi anni attraverso un percorso partecipato per sensibilizzare i cittadini ed arrivare a costruire azioni collaborative, costruire relazioni con i diversi attori sociali, di cui andiamo orgogliosi». 

In particolare il plauso va agli uffici del Comune di Verona, ai dirigenti, al Dottor Giuseppe Baratta e alla Dottoressa Lisa Lanzoni, e a tutti i RUP (Responsabile Unico del Procedimento) figura nuova e necessaria all’interno del processo di sussidiarietà che Verona ha fortemente voluto e già messo in atto da qualche anno, una figura che fa da ponte tra i cittadini e l’amministrazione e si fa carico del procedimento, delle istanze e della costruzione delle relazione fino all’attuazione del progetto.

«Relazioni tra governance e cittadini che negli ultimi tempi sono state messe in crisi, anche e non solo per la perdita di fiducia negli enti pubblici” – ci illustra in streaming Paolo Testa direttore ricerche di ANCI (associazione nazionale Comuni Italiani) – mettendo in crisi i modelli tradizionali di gestione dei territori, in una crisi collettiva del capitalismo, anche se a livello locale si sono però messi in atto percorsi generativi da parte degli abitanti che hanno generato processi di valore: il Comune di Verona ha colto questo valore e questa opportunità, investendo nella sussidiarietà come strumento innovativo dal basso, che arriva da una spinta, da una richiesta del territorio di partecipare alla gestione ed alla manutenzione del territorio stesso e dei beni comuni».

Così i patti di sussidiarietà ad oggi attivi nel Comune e con il Comune di Verona e i cittadini sono una sessantina: dai patti di sussidiarietà per il verde urbano a quelli come realtà singola nei diversi quartieri fino alla sperimentazione di “spazi di quartiere” collettivi e co-gestiti, tutti con l’obiettivo di creare insieme valore sul territorio e per il territorio, costruttori di una qualità della vita che vede la persona al centro della governance.

I cittadini sono dunque avvisati, se volessero proporsi per dare una mano, anche in base alle loro singole competenze, possono farlo, possono andare a vedere, informarsi e proporsi per i progetti (patti) già in essere o per altri ancora da fare e dunque proporre, sul sito del Comune di Verona alla pagina dedicata o scrivere all’ufficio sussidiarietà@comune.verona.it.

Astenersi perditempo e leoni da tastiera. Niente più scuse.