“SERVIZIO SOSPESO: Verona In sospende la pubblicazione del giornale in segno di solidarietà con Radio Popolare Verona. Tutte le voci sono importanti e la libertà di opinione ha un costo. Se non siamo disposti a pagarlo non siamo neppure pronti per essere liberi”.

Con questa frase inserita direttamente in homepage, Verona In, testata on-line di attualità, cultura e opinioni veronese e il suo direttore Giorgio Montolli dimostrano la loro vicinanza nei confronti di  Radio Popolare Verona  che ieri aveva annunciato la chiusura, con un’azione che acquista ancora più enfasi e significato in un periodo in cui in ogni campo, prevale la competitività e la lotta tra concorrenti, piuttosto che la solidarietà tra colleghi e professionisti.

“Verona In è nata per sostenere l’Articolo 21 della Costituzione, quindi la piena libertà di espressione. – spiega Giorgio Montolli, editore e direttore del magazine Verona In – La libertà di espressione ha però un costo sostenuto e bisogna trovare il modo per poter garantire la sopravvivenza del pluralismo di voci. In questo momento storico l’editoria è concentrata in grandi gruppi editoriali e quindi il rischio è che, venendo a mancare la piccola editoria, si perda una componente importante della democrazia”.

“L’Ente Pubblico ha un ruolo importante: – prosegue Montolli – più che di finanziamenti, abbiamo bisogno di facilitazioni. Non sono favorevole al mantenimento da parte dell’Ente Pubblico delle testate, dobbiamo confrontarci sul mercato. L’Ente Pubblico non deve ostacolare la piccola editoria, ma facilitarla”.

Radio Popolare, emittente veronese in onda dal 1978, come dicevamo, ieri ha annunciato la sospensione di tutte le sue trasmissioni, tenendo però occupata la frequenza, a causa di mancanza di fondi e lo ha annunciato con il seguente comunicato ufficiale: “Care ascoltatrici, cari ascoltatori da giovedì 13 aprile smetteremo di trasmettere, il silenzio occuperà le onde dei 104 fm di Radio Popolare Verona, dello streaming e di tutti i modi con i quali è possibile ascoltarci”.

“La durata del silenzio dipenderà dalla risposta che gli ascoltatori e le ascoltatrici, i cittadini e le cittadine veronesi riusciranno a produrre” si legge nella nota finale del comunicato.