È stato ufficialmente avviato l’iter per la trasformazione dell’Ente fieristico in società per azioni.  Un semestre il tempo tecnico previsto per il definitivo passaggio a S.p.a..

di Caterina Padovani

Nella giornata di lunedì 4 luglio il Consiglio di Amministrazione di Veronafiere ha dato il semaforo verde per la trasformazione dell’Ente Autonomo per la Fiera di Verona in società per azioni. L’Ente di diritto pubblico operante però in regime privatistico, nel proporre la modifica della sua natura giuridica ai Soci, ha incontrato l’immediato plauso del Comune di Verona, primo socio della Fiera.

I prossimi step, disciplinati dalle leggi regionali n.11 del 2002 e n.12/2005, prevedono la presentazione alla Giunta Regionale del progetto di riordino e di trasformazione che, predisposto dall’organo amministrativo di Veronafiere, è stato approvato ieri dal Cda della Fiera.

Una strada quella intrapresa dal polo fieristico che potrebbe dare i suoi frutti. Non per niente, Veronafiere, sul suolo scaligero dal 1898, oggi è il primo organizzatore diretto di manifestazioni in Italia, secondo per redditività e ai vertici in Europa. La posizione geografica strategica che l’ha reso snodo delle maggiori direttrici intermodali europee, e, nondimeno, gli oltre cento anni di esperienza nel settore hanno contribuito a consolidare l’immagine dell’Ente fieristico anche all’estero. Una rete di 60 delegati, un ufficio permanete a Shanghai ed uno al Cairo sommati ad una società creata appositamente, Verona do Brasil, confermano il costante presidio sui mercati esteri di Veronafiere. Anche a livello locale il contributo dell’Ente non delude; secondo l’Osservatorio Cermes, la Fiera ha creato sul sistema Verona- Veneto un indotto di 1,1 miliardi di euro nel solo 2015.

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