Villa Murari

Una Villa che nei secoli non ha subito rimaneggiamenti significativi e conserva tuttora il fascino dell’architettura del ‘400. Bellissimi anche gli affreschi, risalenti al ‘500, che adornano le pareti interne dell’edificio. A sinistra la cappella decorata e tuttora consacrata. Una struttura (da non confondere con l’omonima Osteria) visitabile su prenotazione.

di Alessandra Scolari

Villa Murari dalla Corte Brà si presenta ai visitatori in tutta la sua imponenza, ingentilita dal giardino all’italiana. Il complesso, sulla strada un tempo chiamata «la lavagnesca», percorsa dai contadini e pellegrini in alternativa alla parallela Via Postumia, è protetto da un solenne cancello. Il corpo centrale, con lo stemma dei conti Murari e i tre archi che sorreggono il terrazzo e si abbinano a quelli dei corpi laterali (di epoca precedente) e delle barchesse, formando un tutt’uno racchiuso  nell’intimità di una piacevole corte. Gli edifici laterali, con le due robuste colombare e le barchesse, risalgono all’epoca scaligera.

Il piano nobile di Villa «La Mattarana» si trova al piano terreno, con tutte le stanze aperte  all’esterno e il salone di ingresso ne divide i vani: quattro per lato. Le stanze ad Ovest dell’edificio presentano solenni affreschi ben conservati, alcuni di Bernardino India risalenti tra il 1550 e 1560, altri della fine del ‘500. Alle pareti paesaggi, con Apollo, Cupido e  Dafne che si alternano a finte statue di imperatori ospitate nelle  nicchie. Alla base del soffitto spiccano le grottesche e i festoni che scendono e richiamano i prodotti coltivati nel fondo agricolo. Ogni sala ha la sua peculiarità e un nome. Nell’antica cucina, spicca il grande cammino: una finestrella al centro della parete ne ingentilisce la monumentale struttura ed ha una funzione di controllo sull’aia. Nelle stanze dell’ala Est è conservato integro il soffitto a padiglione ed  emergono, purtroppo frammentari, Paesaggi, Stemmi e le Quattro Stagioni attribuite alla  bottega  di Jacopo Ligozzi, datate fine ‘500. Sono della stessa epoca e  bottega anche gli affreschi della cappella, la cui entrata dalla strada sottolinea il duplice servizio ai proprietari e ai residenti dei vicini villaggi e dei pellegrini.

L’attuale assetto de «La Mattarana» risale ai Verità e ai Nichesola. I Verità costruirono il corpo centrale, che poggia sulle ali dei fabbricati laterali e la terza imponente torre; Agostino Nichesola ne completò la facciata e commissionò gli affreschi della sala degli imperatori. La famiglia Murari completò la decorazione degli interni e,  verso la fine dell’Ottocento,  adattò l’androne carraio centrale a salone di ingresso e costruì il parco, con vialetti a cono sul fondo agricolo.

«La Mattarana» è stata proprietà dei conti Murari dalla Corte Brà per quattro secoli: dal 1574 fino alla fine degli anni Ottanta del XX Secolo, quando venne ceduta ad un’omonima società immobiliare, la quale, sotto la guida dell’amministratore Gabriella Tomat Zamuner, iniziò i restauri.

La storia. Gli studiosi ritengono che il primo documento inerente questa proprietà risalga al 3 Gennaio 1255, atto con cui Bartolomeo Visconti ha donato al monastero delle benedettine di San Michele in Campagna, il fondo agricolo e la dimora padronale.  Il nome «La Mattarana», secondo i documenti deriverebbe da Matura Visconti, zia del donante e badessa di questo monastero. Nel ‘400 le monache vendettero la proprietà a Zilio Bellando, un ricco possidente di terreni che la diede in dote alla figlia, sposatasi con un Verità del ramo Falsorgo. Nel 1534 Agostino Nichesola acquistò dai Verità l’intero complesso, il quale, nel 1574, passò alla famiglia Murari dalla Corte Brà. Nel corso dei secoli le case del brolo vennero vendute, forse per garantirne gestione e manutenzione.

I proprietari. Abbiamo poche notizie sui conti Visconti, forse provenivano dalla blasonata famiglia milanese, di certo a Verona ricoprirono ruoli importanti nella società civile ed ecclesiastica. I Verità sono a Verona da tempi antichissimi, tanto che in età rinascimentale, gli studiosi classificarono questa famiglia tra le fondatrici della città. I Verità del ramo Falsorgo, potrebbero essere discendenti dall’intagliatore Bartolomeo Falsorgo o residenti nell’omonima contrada cittadina: «La Mattarana» divenne la loro dimora abituale. La famiglia Nichesola la mantenne come residenza stabile, e investendo anche su questa proprietà; gli eredi scelsero di cederla alla famiglia Murari dalla Corte Brà. Grazie alla ferrea volontà dell’amministratore dell’attuale società proprietaria, Gabriella Tomat-Zamuner che a  «La Mattarana» ha dedicato oltre venticinque della sua vita, riportandola ai suoi originali splendori. Oggi gli eredi ne portano avanti manutenzione attività. Villa «La Mattarana»  rientra nel circuito delle Ville Venete visitabili (su prenotazione) ed è utilizzata per matrimoni civili, banchetti nuziali ed eventi.

Per info 045/8921369, o 348/6125064.

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