Enrico Zandonà a bordo della sua Wolf Thunder GB08; a destra la scuderia Funny Team

Di glorie alla scuderia Funny Team ne ha portate tante, tra le ultime quella allo Slalom Città di Bolca, dove si è portato a casa il Trofeo Veneto Trentino+ a bordo della Wolf Thunder GB08: Enrico Zandonà, pilota originario di Quinto di Valpantena, ha alle spalle una lunga carriera di successi, che da sempre vibra al suono rombante dei motori, e davanti a sé un futuro luminoso ancora da scrivere.

Enrico, un amore, quello per le auto e la corsa, che dura da una vita. Come è iniziato tutto?

È una passione nata grazie a mio padre, per molti anni pilota di successo, specialmente nel settore dello slalom, non solo a Verona ma anche nel Triveneto e in gare a livello nazionale. A quattro anni sono salito per la prima volta sui Go-kart, per iniziare a comprendere come gestire il volante. Fino a sedici anni, però, non ho mai partecipato a una competizione vera e propria; poi sono sceso in pista con qualche formula challenge, pian piano sono cresciuto e ho sviluppato le mie abilità, partendo con una monoposto tubolare con motore da moto. Ormai sono più di dieci anni che corro nello slalom, nelle gare in salita, e che partecipo a vari campionati del territorio.

Cosa ha provato a vincere anche quest’anno, alla luce delle difficoltà vissute a causa del Covid?

Sono contento dell’ottimo risultato e una premessa è doverosa: gli organizzatori e l’ente a cui si appoggiano, l’Aci Csai, hanno protocollato alla perfezione ogni evento disputato. Come pilota, mi mancava tantissimo la sensazione che provi quando gareggi: avevo davvero bisogno di questa valvola di sfogo (ride, ndr). Adesso per fortuna stiamo ritornando via via alla normalità, anche nelle ultime gare la partecipazione del pubblico è stata sempre maggiore: un aspetto importante, che dona una grande forza.

Nel Funny Team c’è anche il suo compaesano, Jacopo Grobberio, che ci ha sottolineato più volte l’ammirazione nei suoi confronti e come vi leghi un rapporto di grande stima. Come è nata questa amicizia?

Ci siamo conosciuti tre anni fa, in una gara della Romagnana Azzago: ricordo che si avvicinò, un po’ intimidito, e iniziammo a scambiarci le prime impressioni sulla competizione. Fu piacevole scoprire che un collega fosse originario del mio stesso paese. Da lì è nata la nostra amicizia; tra l’altro, da qualche tempo, Jacopo viene nell’officina di mio padre, che oltre alla mia ha cominciato anche a seguire la sua auto.

Quali sono i suoi prossimi appuntamenti sportivi?

Le competizioni riprenderanno nel 2022. Questo periodo di “stop” è fondamentale perché dobbiamo smontare l’auto e rivederla tutta, per controllare che non ci siano problemi passati inosservati durante la stagione.

A contribuire al suo successo sicuramente sono, insieme al papà, anche tanti altri sostenitori e, naturalmente, la scuderia. Vuole dedicare loro un messaggio?

Sì assolutamente: voglio ringraziare in particolar modo mio padre, mia moglie Valentina e la mia famiglia, che mi segue tutti i weekend di gara, Nicole, Maurizio, Chiara e Fausto, la scuderia Funny Team, che riveste un ruolo centrale e mi sostiene a livello economico insieme a tutti gli sponsor; poi, naturalmente, un pensiero speciale a tutti i fan.

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