Federico Sboarina sindaco di Verona

Come sappiamo, ora è ufficiale. Il dossier per la candidatura del Tocatì nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia del patrimonio immateriale dell’Unesco è stato inviato a Parigi e quel che più conta è che l’iscrizione potrebbe arrivare entro il 2021. Lo scorso 21 luglio, all’interno del Palazzo Grandi Stazioni di Venezia, è stata ufficializzata la presentazione del documento.

Un primo obiettivo raggiunto grazie a un gioco di squadra, perché l’Italia è capofila di una candidatura multinazionale che vede schierati anche Belgio, Cipro, Croazia e Francia. Tutti in prima linea per salvaguardare il gioco tradizionale. Si tratta della prima volta che in Italia viene richiesto l’inserimento di una usanza nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia dell’Unesco.

Un bene per tutti

«Verona, già patrimonio mondiale Unesco per l’unicità delle sue mura magistrali, candida ora anche la sua tradizione immateriale un patrimonio tramandato nei secoli che deve essere custodito. Ma anche valorizzato e fatto conoscere al mondo intero. Il prezioso lavoro fatto negli anni dall’Associazione giochi antichi, con questa candidatura, centra l’obiettivo» spiega il sindaco Sboarina.

«Il Tocatì, manifestazione che ha ridato centralità al gioco in strada, e che ha portato a Verona tradizioni da tutti i continenti, è pronto a diventare patrimonio e bene dell’umanità intera. E noi non possiamo che esserne orgogliosi e metterci a disposizione affinché questa manifestazione continui a crescere».

Verona è e sarà bene dell’Umanità

«Assistiamo ad un interscambio di valori materiali e immateriali – ha aggiunto in conclusione Toffali – determinato da una eccezionale miscela di opere che l’uomo nel corso di secoli ha ideato. A noi amministratori, così come ai cittadini, la responsabilità di conservare e tutelare da una parte, tramandare e promuovere dall’altra, questo eccezionale patrimonio. Verona è e sarà bene dell’Umanità. Questo però è solo l’inizio, dopo il riconoscimento del “bollino Unesco” servirà costituire un sistema che sappia alimentare questa nostra tradizione, che non deve essere lasciata in balia dell’iniziativa o dell’impegno del singolo, sia esso privato o pubblico».

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